Una manciata di punti, anzi appena due decimi, separa Luca Boldrini dalla finale della World Climbing Series Boulder di Salt Lake City. L’atleta ferrarese del Centro Sportivo Aeronautica chiude all’undicesimo posto una gara di altissimo livello, confermando i progressi compiuti durante la stagione internazionale e la capacità di confrontarsi con i migliori specialisti mondiali dell’arrampicata sportiva.
Boldrini aveva già mostrato un’ottima condizione nelle qualificazioni, conquistando il quarto posto nel proprio gruppo e il settimo nella graduatoria generale, grazie a tre top e due zone. Un risultato che gli aveva consentito di accedere alla semifinale con concrete possibilità di giocarsi un posto tra gli otto finalisti.
Nel turno decisivo, l’azzurro ha affrontato i blocchi con determinazione, raggiungendo al primo tentativo le zone del primo e del terzo problema e conquistando il top nel secondo. Nell’ultimo blocco è arrivato un ulteriore top, ottenuto al quinto tentativo, che ha portato il suo punteggio complessivo a 69,6. Per entrare in finale sarebbero bastati appena due decimi in più: l’ottavo classificato ha infatti concluso con 69,8 punti.
La delusione per un traguardo così vicino non cancella il valore della prestazione. Dopo la semifinale raggiunta a Berna e quella sfiorata a Keqiao, Boldrini termina il circuito al 34° posto del ranking assoluto di Coppa del Mondo. Un bilancio incoraggiante, considerando che si trattava della sua prima stagione completa nel circuito internazionale.
Meno fortunata la prova di Matteo Reusa, atleta delle Fiamme Gialle, fermatosi alle qualificazioni con il 55° posto. Il climber piemontese può comunque guardare con soddisfazione agli altri risultati ottenuti durante l’anno, tra cui l’oro in Coppa Europa in Slovacchia e il bronzo ai Mondiali Giovanili di Arco.
La gara maschile è stata vinta dall’israeliano Yonatan Katz, davanti al britannico Maximillian Milne e al giapponese Rei Kawata.
Anche nel settore femminile non sono mancati segnali positivi per l’Italia. Stella Giacani, delle Fiamme Gialle, ha concluso al 25° posto, mancando di poco l’accesso alla semifinale. Per l’atleta marchigiana resta comunque una stagione importante, caratterizzata da due semifinali conquistate, a Praga e Madrid, dove ha ottenuto un eccellente undicesimo posto.
Francesca Matuella, del Centro Sportivo Aeronautica, ha invece chiuso la prova statunitense in 36ª posizione. Anche per lei il bilancio stagionale comprende una semifinale, raggiunta a Keqiao, e una qualificazione sfiorata a Madrid.
Sul fronte femminile il successo è andato alla francese Oriane Bertone, protagonista di una prestazione dominante, davanti alla britannica McNeice e alla giapponese Nakamura.
Con la tappa di Salt Lake City si conclude il circuito internazionale Boulder, ma lo sguardo è già rivolto al 2027, quando inizierà una fase decisiva del percorso di qualificazione olimpica verso Los Angeles 2028.
Per l’arrampicata sportiva italiana, la stagione lascia risultati incoraggianti e soprattutto la consapevolezza di poter ridurre progressivamente le distanze dai protagonisti della scena mondiale. La prestazione di Luca Boldrini, arrivato a soli due decimi dalla finale, rappresenta uno dei segnali più significativi di questa crescita.



