Mobbing al Senato: il caso di Leonida Maria Tucci. Siamo tornati ai tempi del fascio?

Che attualmente questo governo faccia “schifo” è evidente per molti… che però lo “schifo” ha radici anche nel passato, forse non è evidente per tutti. Dopo alcuni mesi di silenzio, torno ad occuparmi del caso di Leonida Maria Tucci, dipendente del Gruppo Alleanza Nazionale, mobbizzato con violenza da alcuni sui colleghi per “mandato” e per “capriccio” di qualche “pezzo da novanta” all’interno di Alleanza Nazionale.

Per chi non ha letto il mio precedente articolo, vorrei brevemente ricordare che Leonida Maria Tucci, ha lavorato per oltre un decennio per il gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale, poi mutato in Pdl, come addetto stampa, per circa 10 ore giornaliere, privo però di inquadramento e del trattamento normativo, economico, previdenziale ed assistenziale come previsto dalla legge e dal CCNL… in poche parole, all’interno del Senato, “con leggerezza” si è violata la legge, ma non basta… ad un certo punto qualcuno (e nei prossimi articoli vedremo chi è questo qualcuno…), ha deciso che Leonida doveva essere “fatto fuori”, messo ai margini e così con un piano che non esito a definire criminale, Leonida è stato mobbizzato brutalmente, isolato, ed in fine sbattuto via a “calci” dal suo lavoro, mediante una serie di menzogne create ad arte per screditarlo e distruggerlo psicologicamente.

Vorrei ricordare, che ad affermare che Leonida è stato mobbizzato all’interno del Senato, non è solo il sottoscritto, ma vi sono anche una serie di documenti, trai i quali il certificato dell’Azienza U.S.L. di Pescara, Sportello Mobbing, nel quale possiamo leggere: “La patologia evidenziata è in rapporto causale con la vicenda lavorativa anamstetica. La storia lavorativa riferita, è a nostro avviso di tipo conflittuale con elementi avversativi”.
Il risultato del mobbing è che Leonida è stato costretto a subire delle vere e proprie aggressioni, pressioni psicologiche, minacce e sanzioni disciplinari inferte come vere e proprie punizioni.

Facciamo un passo indietro e andiamo al 19 aprile 2007 ad un documento firmato da Altero Matteoli, che sospende cautelativamente Leonida e nel quale vengono contestati dei presunti comportamenti scorretti

“…il giorno 16 del corrente mese, Lei, nel corso di una discussione con la signora M. ha oltrepassato qualsiasi limite della civile convivenza, urlando in modo aggressivo ed intimidatorio nei confronti della suddetta e proferendo termini volgari ed offensivi quali “Sei una serpe”. Un analogo comportamento si è ripetuto il giorno successivo, 17 aprile…Sempre nel corso di una discussione che ha viston protagonista Lei, quasta volta con le signore Z. e C., Lei ha dato un’altra volta in escandescenza, urlando ancora a squarciagola e lanciando ancora offese…”

“tutti i suoi colleghi della segreteria del gruppo hanno denunciato che Lei non sia del tutto nuovo a fatti di questo genere, anche se mai così gravi, e si rifiutano di essere assegnati in un turno insieme a Lei…”

Il documento a firma di Altero Matteoli, però non contiene tutti i nomi di coloro che presuntamente si sentivano a disagio a fare un turno con Leonida, anzi non contiene proprio nessuno nome e perché Matteoli non si preoccupò di ascoltare Leonida prima di inviare la sanzione disciplinare? Perché si è fidato della parole delle tre donne che accusavano Leonida? La versione delle donne poi è stata dimostrata falsa anche in tribunale. Matteoli aveva, come dire, un “mandante”? E’ per questo che ha preferito ascoltare la versione delle tre donne, che ancora lavorano in Allenanza Nazionale?

Il 23 aprile del 2007 Leonida risponde con una raccomandata alle accuse mosse ed ovviamente si appella affinché l’illegale provvedimento di sospensione cautelare non venga messo in atto, ma Altero Matteoli non vuol sentire ragioni e con piglio deciso di altri tempi…risponde alla raccomandata  con:

“…dobbiamo farLe presente che le Sue giustificazioni non possono essere accolte, perché non corrispondono al vero e non sono idonee a giustificare l’inqulificabile comportamento da Lei tenuto…”

Insomma secondo Matteoli quello che dice Leonida è falso, e basta! Matteoli non si è preoccupato di verificare nulla, in fondo “loro” sono il governo e possono fare tutto, persino se hanno voglia rovinare la vita di un uomo onesto.
Perché Matteoli ha avuto questo atteggiamento di totale chiusura nei confronti di Leonida? Chi voleva la “testa” di Leonida e perché mai sanzionare Leonida solo sulle “chiacchiere” delle tre donne?

Ritornerò presto sul caso Leonida ed un pò per volta farò i nomi di coloro che hanno contribuito a rovinare la vita di questo onesto lavoratore.

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Author: Gianni Leone, fondatore

Essere antipatico è una vocazione. Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”.

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