Morgana

La più conosciuta tra le fra le fate è certamente Morgana. La circondano molte storie ma la più credibile è che lei governava l’isola delle mele incantate, Avalon. Tra le leggende più note vi è quella in cui si narra che abbia preso con se il re Artù con se quando venne sconfitto e ferito mortalmente nella sua ultima battaglia. Ma si racconta anche di un altro cavaliere che andò a vivere con lei sull’isola incantata. Quando nacque un figlio alla regina di Danimarca, sei fate si recarono da lei, tra di loro vi era anche Morgana. Ognuna di loro fece un dono al piccolo principe. La prima fata gli donò il coraggio, la seconda l’occasione di mostrare al mondo il suo valore, la terza dell’invincibilità, la quarta la simpatia, la quinta lo rese amabile, Morgana che si innamorò di lui gli donò se stessa. Affermando che quando fosse giunto il momento, l’avrebbe portato con se sull’isola dove avrebbero vissuto insieme. Il principe crebbe e divenne uno dei cavalieri di Francia, ed era conosciuto con il nome di Ogier il Danese. Visse compiendo delle imprese valorose e il suo nome era conosciuto in tutto il mondo. Quando egli divenne vecchio, Morgana fece naufragare la nave su cui viaggiava il cavaliere, egli a nuoto raggiunse l’isola incantata, dove c’era la fata ad aspettarlo tra i meli. Morgana gli mise al dito un anello, che lo fece tornare immediatamente giovane, poi cinse la sua testa con una corona e divenne prigioniero volontario del popolo fatato, dove visse per molti secoli.
In Calabria il nome Morgana è legato ad uno strano fenomeno ottico a cui è possibile assistere. Le spiagge della Sicilia si vedono riflesse nel mare, per ricordo di un’antica leggenda lo strano effetto viene chiamato con il nome Fata Morgana.
Si narra che un spietato principe opprimesse la Calabria. Il popolo stanco delle sue prepotenze si rivolse alla fata Morgana, che fece una proposta al tiranno. Egli sarebbe divenuto il padrone delle terre che si vedevano al di là delle acque, in cambio avrebbe dovuto abbandonare le terre della Calabria. Il principe che aveva sete di potere accettò la proposta della fata, con il suo cavallo si diresse verso i suoi nuovi possedimenti, ma commise l’errore di scendere da cavallo ed annego.

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