Ci sono film di guerra che puntano al realismo, altri al patriottismo, e poi c’è Ora X: Commandos Invisibili, che sembra puntare soprattutto a confondere lo spettatore su cosa stia esattamente guardando. È un’avventura bellica? Un thriller? Una parata di improbabili acrobazie militari? Forse tutto insieme. O forse niente di tutto ciò.

Il titolo promette “commandos invisibili”: un concetto intrigante, quasi futuristico, che lascia immaginare tecnologie avveniristiche o super-agenti al limite del fantastico. E invece, l’invisibilità di questi commandos non è un’abilità speciale, ma semplicemente la capacità di sparire… dalla sceneggiatura. Appaiono, scompaiono, riappaiono quando serve una scena d’azione: sono invisibili più per mancanza di continuità narrativa che per talento.

Il film ci porta nel cuore di un’operazione bellica che dovrebbe essere tesa, avvincente e ricca di suspense. E ogni tanto lo è, ma soprattutto lo è nei momenti in cui cerchi di capire perché nessuno dei personaggi sembri particolarmente coinvolto nei pericoli che sta affrontando. Sembrano tutti diplomaticamente assenti dalla gravità degli eventi: una scazzottata? Un’esplosione? Una missione suicida? Reazioni da gita scolastica.

Le scene d’azione, poi, meritano un discorso a parte. Le strategie militari adottate paiono ispirate più a giochi di società che a manuali tattici: si corre molto, si spara molto, ci si nasconde dietro oggetti che non proteggerebbero neanche da un temporale, e ci si salva sempre per miracoli che sfidano qualsiasi forma di buon senso. È come guardare un gruppo di soldati esperti recitare in un film che non hanno letto.

Dal punto di vista tecnico, c’è tutto quello che ci aspetta da una produzione bellica degli anni ’60: esplosioni di cartone, proiettili che sembrano avere timore di colpire qualsiasi cosa e un uso creativo delle ombre che talvolta suggerisce che la vera arma segreta dei commandos sia un’illuminazione scappata di mano.

Eppure, proprio in questo caos affettuosamente raffazzonato, Ora X: Commandos Invisibili trova la sua stranezza irresistibile. È un film che oggi si guarda con quella particolare nostalgia che nasce dall’inconsapevolezza totale della sua stessa assurdità. Non fa paura, non emoziona, non scuote. Ma diverte, spesso involontariamente, con la sua ingenuità disarmante e il suo spirito avventuroso che non vuole arrendersi.

Un film perfetto per chi ama il cinema di guerra così come era una volta: imperfetto, ingenuo, esagerato e pieno di cuore, anche quando la testa… era rimasta altrove.

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