Per la gloriosa serie Shit Cult arriva un titolo che sembra uscito da un delirio cosmico: Horror of the Blood Monsters, distribuito in Italia con uno dei più grandi colpi di genio della titolazione nostrana, 7 per l’infinito contro i mostri spaziali. Basta questo per capire a che livello di follia cinematografica ci troviamo.
Alla regia c’è Al Adamson, maestro indiscusso del trash anni Sessanta e Settanta, un uomo capace di trasformare qualsiasi pellicola in un’esperienza… particolare. Nel cast spiccano nientemeno che John Carradine e il mitico John “Bud” Cardos, volto ricorrente di una lunga sfilza di Z-movies come Satan’s Sadists, Nightmare in Wax, Blood of Dracula’s Castle e altre meraviglie nascoste nelle profondità dell’home video.
La trama, ammesso che sia giusto chiamarla così, è un collage di idee improbabili cucite insieme con la logica di un sogno febbrile. Gli alieni del pianeta Astrogeos succhiano sangue agli umani sulla Terra, così gli umani decidono di spedire nello spazio una squadra di disgraziati per fermarli alla radice. Questo è ciò che si riesce a intuire, perché il film fa di tutto per confondere lo spettatore, come se la sceneggiatura fosse stata scritta in ordine sparso e poi rimontata a caso.
Tra dinosauri che combattono, uomini-pipistrello inquietanti, crostacei assassini e scene acquatiche indimenticabili per ragioni difficili da spiegare, il pianeta ospite a un certo punto esplode senza alcuna preparazione narrativa. Chi è buono, chi è cattivo, chi è semplicemente capitato lì per sbaglio: non è dato sapere. E forse nemmeno gli autori se lo sono mai chiesti.
Questa creatura cinematografica, talmente assurda da sfuggire a qualsiasi definizione classica, rientra con pieno merito negli Shit Cult, quei film che trasformano il pressappochismo in stile, l’incoerenza in poesia e la mancanza di mezzi in un atto d’amore verso il nonsense.
Per chi apprezza l’arte dell’inutilità, il fascino ingenuo del cinema fatto con ciò che c’era a disposizione e la bellezza dei mostri di gomma che non spaventano nessuno, Horror of the Blood Monsters è un’esperienza irrinunciabile. Un viaggio ai confini del cattivo gusto, dove tutto è sbagliato nel modo giusto.
