Landing Lake è uno di quei film che ti lascia con una domanda fondamentale: “Ma cosa ho appena visto?”. Ed è una domanda che, sorprendentemente, è più emozionante del film stesso.
La storia segue un gruppo di tecnici radio che si ritrova vicino a un lago misterioso. E fin qui, tutto bene. Il problema è che da quel momento in poi la sceneggiatura sembra presa da un altro lago: quello delle idee evaporate. I personaggi fanno cose apparentemente importanti, ma nessuno capisce davvero perché. È un po’ come guardare un escape room senza suggerimenti: tutti si agitano, ma nessuno sa dove andare.
Il famigerato lago, presentato come fonte di orrore cosmico, in realtà fa più l’effetto di una pozza fuori stagione. L’acqua luminosa dovrebbe inquietare, ma onestamente fa più pensare a una lampada al neon caduta dentro. Ogni volta che qualcuno lo tocca, l’effetto è lo stesso di chi mette le dita nella presa: scosse, deliri e una gran voglia di chiedere un rimborso da parte dello spettatore.
Gli attori ce la mettono tutta, davvero. Recitano con un’espressione costante tra il “non capisco la trama” e il “vorrei essere altrove”, e forse è l’interpretazione più sincera del film. I dialoghi sono così criptici da sembrare scritti in diretta durante un blackout creativo. E il ritmo? Ah, quello è un’altra avventura: lento, lentissimo, al punto che inizi a tifare per il lago, sperando che faccia qualcosa, qualsiasi cosa.
Le visioni, le contaminazioni, i cambiamenti mentali dei protagonisti… tutto è presentato con grande gravità, ma con la stessa chiarezza di un manuale d’istruzioni stampato male. L’atmosfera ci prova, si impegna, vuole essere “disturbante”, ma spesso finisce nel territorio molto più semplice dell’“involontariamente comico”.
Eppure, in tutto questo caos, Landing Lake ha un suo fascino surreale. È un film che sembra voler essere lynchiano, ma che finisce più “picnic al lago con effetti speciali del discount”. È talmente confuso da risultare quasi ipnotico: vuoi capire dove sta andando, ma il film non te lo dice mai. E forse non lo sa neanche lui.
In definitiva, Landing Lake è perfetto se vuoi un horror che non fa paura, una trama che non spiega nulla e un’esperienza mistica dove l’unica cosa davvero aliena è la logica.
Un film da vedere con amici, pop-corn e un grande spirito di ironia.
Il lago forse non ti cambierà la vita.
Ma la tua pazienza? Quella sì.
