Gioiello anni ’90 del fanta-horror, Tremors è uno di quei film che non solo invecchiano bene, ma migliorano con gli anni. È il debutto alla regia di Ron Underwood, che qualche anno dopo ci regalerà anche la piccola perla 4 fantasmi per un sogno (1993). E già qui si capisce che il talento c’era tutto.
La storia si svolge nel desolato Nevada, a Perfection, un buco di mondo in cui non succede praticamente nulla. Qui vivono Valentine McKee (un Kevin Bacon in grandissima forma, in uno dei suoi ruoli più simpatici) ed Earl Bassett (il compianto Fred Ward, irresistibile come sempre). I due tuttofare sono stufi della loro vita monotona e decidono di andarsene verso Bixby. Sono determinatissimi: neanche la birra gratis riesce a farli restare.
Ovviamente, non faranno molta strada. Lungo il tragitto s’imbattono nei cadaveri di alcuni abitanti del posto e capiscono subito che qualcosa di strano sta accadendo. Poco dopo scoprono il nemico: enormi vermoni sotterranei senza vista, sensibili alle vibrazioni e affamatissimi di esseri umani. L’unica via di fuga? Bloccata da una frana. Indovinate chi torna a Perfection?
Con l’aiuto della sismologa Rhonda LeBeck (Finn Carter), Valentine ed Earl mettono in piedi una resistenza improvvisata insieme agli altri, bizzarri, abitanti del posto: i coniugi Gummer (preppers armati fino ai denti), la piccola Mindy con la mamma Nancy, il fastidiosissimo Melvin, l’immancabile Miguel e soprattutto Walter Chang, proprietario dell’emporio, interpretato dall’immenso Victor Wong (sì, proprio quello di Grosso Guaio a Chinatown). È Walter, naturalmente, a battezzare i mostri: i famigerati Graboid.
Per salvarsi devono raggiungere le montagne senza fare rumore, ma i Graboid sono tutt’altro che stupidi. Da qui parte una continua escalation di trovate, inseguimenti, trappole e colpi di scena che trasformano il film in una sorta di Lo Squalo ambientato nel deserto.
La sceneggiatura è un perfetto equilibrio tra comicità e tensione, con dialoghi gustosissimi e una chimica irresistibile tra Bacon e Ward: i loro battibecchi sono metà del divertimento. Gli effetti speciali, realizzati con animatronica d’epoca, funzionano ancora oggi: sono tangibili, concreti, e proprio per questo bellissimi. Il sangue sembra il ripieno dei sofficini al pomodoro, ma fa parte del fascino.
Tremors ha generato un’intera saga e perfino una serie TV, anche se nessun sequel è mai riuscito a eguagliare la freschezza del primo capitolo.
Se non l’avete ancora visto, rimediate subito.
Una volta entrati a Perfection, non vorrete più uscirne.
