Domenica si riapre ufficialmente la stagione venatoria in tutta Italia. Fucili pronti, dunque, ma anche polemiche infuocate: ambientalisti e associazioni animaliste protestano, denunciando un sistema che, a loro dire, mette in serio pericolo la fauna selvatica e la biodiversità.
C’è chi chiede di abolire la caccia e chi, come Luana Zanella (Avs), propone almeno una sospensione simbolica per il giorno di San Francesco, patrono d’Italia. Intanto in Parlamento si discute il controverso disegno di legge n. 1552, che secondo le associazioni ambientaliste spalanca le porte a una sorta di liberalizzazione della caccia, riducendo vincoli e tutele.
Le preoccupazioni delle associazioni
Il Wwf ha già raccolto oltre 85mila firme per fermare quella che definisce “caccia selvaggia”. Preoccupata anche la Lipu, che denuncia come molte regioni abbiano autorizzato abbattimenti di tordi, beccacce e uccelli acquatici fino a gennaio, in piena migrazione prenuziale: una pratica vietata dalle direttive europee.
Inoltre, quest’anno sarà consentita la caccia a 21 specie in difficoltà, tra cui allodola, moretta, pavoncella, quaglia e tortora selvatica. Una decisione che, secondo le associazioni, rischia di aggravare la situazione di animali già in stato di conservazione precario.
Il nodo del nuovo disegno di legge
Al centro del dibattito c’è il ddl 1552, presentato dalla maggioranza con l’appoggio del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Il testo prevede:
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estensione dei terreni aperti alla caccia,
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riduzione delle aree protette,
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riapertura degli impianti per catturare uccelli da richiamo,
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maggiore autonomia decisionale alle Regioni.
Per la Lipu, si tratta di una proposta “irresponsabile e incostituzionale” che mina il principio di tutela della natura sancito dalla Costituzione.
Una questione nazionale
Secondo il Wwf, la caccia in Italia non è più solo una pratica tradizionale ma un vero caso politico e legislativo. In meno di tre anni la normativa è stata modificata undici volte in ventidue punti, al punto da spingere la Commissione Europea ad aprire tre procedure contro l’Italia.
Nonostante qualche vittoria giudiziaria, come la sospensione ottenuta al Tar Marche, il fronte ambientalista è convinto: serve una riflessione profonda sul rapporto tra caccia, biodiversità e diritto alla natura.
La stagione è appena iniziata, ma il dibattito è destinato a restare acceso a lungo.
