Ragazze, ragazzi,
in questi giorni siete stati splendidi. Le vostre voci hanno attraversato le piazze come un canto di resistenza, come un atto di amore e di difesa della Costituzione. Siete stati bellissimi e bellissime: veri, liberi, luminosi.
A voi, che troppo spesso siete stati criticati, denigrati, ridotti a stereotipi da chi si è già consegnato alla rassegnazione, dico grazie. Grazie perché avete dimostrato che non tutto è perduto, che non siamo soli, che la giustizia e la dignità possono ancora trovare gambe giovani su cui camminare.
Vi chiedo di non smettere mai: continuate a indignarvi, a gridare, a scendere in piazza tutte le volte che lo sentite necessario. Non credete mai a chi vi dice che le cose non cambiano: quella è la menzogna più grande del potere, il veleno che paralizza. Non arrendetevi a una vecchiaia comoda, fatta di silenzi sulla pelle degli altri. Non arrendetevi all’apatia, non arrendetevi all’idea che il vostro impegno sia inutile.
Sappiate che vi criticheranno, vi sminuiranno, ridurranno le vostre battaglie a “ragazzate”, tenteranno di svuotarle con parole vuote, con il cinismo di chi non sa più sognare. Ma voi non mollate. Non cedete mai.
Non diventate mai zombie che camminano per divorare ciò che hanno intorno. Siate invece semi, semi vivi, capaci di diventare alberi pieni di vita, radici profonde e rami aperti al cielo. La vostra forza è la vita che resiste, che cresce, che si ribella.
Avete il diritto di gridare. Avete il dovere di non smettere. Questo vecchio artista, inutile e sognatore, vi guarda ed in voi riconosce la speranza. Dovete scegliere la vostra strada senza mai farvi confondere dal conformismo e dall’appiattimento sul “sentire comune”. Bisogna essere critici, mettere sempre in discussione, e non c’è nulla di male a “mettere in difficoltà” le scelte di un Governo quando lo si fa protestando pacificamente.
Con rispetto, con gratitudine, con amore,
Gianni Leone
