Alla fine, dicono tutti la stessa cosa: “Non bisogna generalizzare.”
E hanno ragione. Non tutti gli ultrà sono fascisti, non tutti i fascisti sono ultrà e, soprattutto, non tutti quelli che tirano mattoni da un cavalcavia stanno pensando a Mussolini. Alcuni semplicemente hanno perso la pazienza.
Altri la testa.

Ma resta un piccolo dettaglio: se marci come un fascio, canti come un fascio e lanci mattoni come un fascio… forse sei un fascio. O almeno un nostalgico con problemi di mira.

D’altronde, si sa, “non si può fare di tutta l’erba un fascio”.
Eppure, ogni volta che qualcuno tira fuori questa frase, il fascio c’è, puntuale, sempre quello, con la svastica in t-shirt e la sciarpa della squadra.
L’erba, invece, si direbbe che se la siano fumata. Perché per organizzare una spedizione punitiva dopo una partita di basket, serve un livello di alterazione psicofisica che nemmeno un chilo di clorofilla può spiegare.

E così, dopo l’ennesimo “incidente isolato”, ci ritroviamo con tre eroi da curva che pensavano di difendere l’onore della patria colpendo un pullman di tifosi.
Solo che al posto dei “nemici” hanno ucciso un autista di 65 anni che cercava solo di tornare a casa.
Patria difesa, direbbe qualcuno. Dal buon senso, però.

Subito è partita la solita litania: “Non politicizziamo lo sport.”
Giusto. Perché quando qualcuno con la testa rasata e il braccio teso urla “boia chi molla”, non sta facendo politica, sta solo esercitando il bicipite.
E poi, sia chiaro, non bisogna confondere le ideologie.
Il fascismo di oggi è diverso, più moderno, più digitale: il manganello è diventato un commento su Facebook e il saluto romano è una reaction col pollice alzato.
Il progresso non si ferma.

Ma la morale è sempre quella. Ci indigniamo, ci scandalizziamo, poi ci addormentiamo tranquilli davanti alla TV mentre lo stesso odio continua a circolare con la sciarpa al collo e la birra in mano.
Perché, in fondo, “non bisogna generalizzare”, ma ci sarà pure un motivo se quando si parla di certe curve spunta sempre lo stesso saluto, lo stesso simbolo, la stessa ignoranza vintage.

E allora, sì, non facciamone un fascio di tutta l’erba.
Ma ricordiamoci che il fascio resta fascio.
E l’erba, a giudicare da come ragionano certi, se la sono fumata tutta.

Di Gianni Leone, fondatore

Essere antipatico è una vocazione. Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”.