Se qualcuno, negli anni ’80, avesse proposto un film sugli alieni che arrivano sulla Terra a bordo di un’astronave a forma di circo, vestiti da clown, armati di pistole che sparano zucchero filato letale e popcorn carnivori… probabilmente Hollywood avrebbe risposto: “Sì, fatelo subito.”
Ed è così che nasce Killer Klowns from Outer Space. Un film che sembra scritto dopo aver sniffato l’intero banco di zucchero filato di una festa di paese.
La trama? Da incorniciare.
Due ragazzi scoprono che una gigantesca tenda da circo è atterrata nei boschi e decide di indagare. Cosa trovano? Pagliacci spaziali assetati di sangue, che rapiscono esseri umani e li conservano in bozzoli di cotone zuccherato come fossero caramelle gommose giganti.
È chiaro fin da subito che i fratelli Chiodo – menti geniali dietro questo delirio – non avevano nessuna intenzione di girare un film “serio”.
E grazie al cielo.
I clown sono perfetti: grotteschi, inquietanti, esagerati. Sembrano usciti da un incubo dopo una cena pesante, o da una versione maledetta di Bozo the Clown. E le loro armi sono un trionfo di fantasia degna di un laboratorio di pasticceria infernale: popcorn viventi, cani-segugio fatti di palloncini, martelli elastici che spappolano le persone con una leggerezza quasi poetica.
Gli effetti speciali?
Artigianali, gommosi e tremendamente anni ’80.
Ma proprio per questo funzionano! Perché se cerchi il realismo, stai guardando il film sbagliato. Killer Klowns vive di quell’estetica naïf, fatta di lattice, trucco pesante, plastica colorata e una colonna sonora rockabilly che ti rimane in testa più dei clown stessi.
Il bello è che il film sa di essere ridicolo. Anzi, ci sguazza. Ogni scena è costruita per strapparti un sorriso, un “ma davvero?” o una risata a denti stretti. È il tipo di film che guardi con gli amici, con una birra in mano, godendoti ogni assurdità.
Eppure, sotto tutto questo zucchero filato, c’è un piccolo miracolo: Killer Klowns from Outer Space è diventato un cult vero.
Un cult sbilenco, sgangherato e orgogliosamente trash.
In sintesi?
Se hai paura dei clown, questo film ti traumatizzerà.
Se non hai paura dei clown, questo film te la farà venire.
E se ami il cinema di serie B che non si prende mai sul serio… be’, qui sei nel tuo regno.
Un capolavoro? No.
Un’esperienza da provare almeno una volta nella vita? Assolutamente sì.
