Io con RoboGeisha ho fatto un patto col demonio del trash: lo guardo tutto e in cambio lui mi concede il diritto di lamentarmi per il resto dei miei giorni. E devo dire che ne è valsa la pena.
Il titolo non prende in giro nessuno: ci sono le geishe e ci sono i robot. E già qui uno dovrebbe capire che qualcosa non andrà per il verso giusto. Da sempre la donna sa essere pericolosa, ma qui si va oltre: basta kimono, ventagli e sorrisi enigmatici, si passa direttamente a innesti di armi sofisticate e trasformazioni in cyborg assassini. Diciamo che l’idea di “femminilità letale” viene portata all’estremo, con risultati che definire sobri sarebbe un reato.
Protagoniste: le sorelle Yoshie e Kikue. Partono come due geishe apparentemente normali, finiscono come armi di distruzione di massa al servizio della potentissima Kageno Corporation, che ha un piccolo sogno nel cassetto: conquistare il mondo. E come vuole farlo? Con un esercito di geishe robotiche. Io avrei pensato a qualcosa di più semplice, ma evidentemente non sono visionario quanto loro.
Il film è un centrifugato di atmosfere. Prendete il Giappone feudale, metteteci dentro l’estetica da manga, una spruzzata di anime mecha e buttate via ogni traccia di buon gusto. Il risultato è un delirio colorato, rumoroso e spudorato che grida “trash” in ogni inquadratura. Noboru Iguchi dirige il tutto come solo lui sa fare, ovvero senza alcuna pietà per lo spettatore. È lo stesso genio responsabile di Zombie Ass: Toilet of the Dead e di altri magnifici “capolavori” che andrebbero proiettati solo sotto consenso informato.
In mezzo ci trovate di tutto: scontri assurdi, armi che escono dai posti meno eleganti del corpo umano, momenti di amore fraterno completamente circondati da sangue finto e metallo. Io a tratti non sapevo se ridere, coprirmi gli occhi o applaudire per il coraggio, perché per girare certe scene ci vuole davvero una fede incrollabile nel brutto.
RoboGeisha è ShitCult allo stato puro. Una garanzia di brutto assoluto, ma di quel brutto talmente convinto, talmente sfacciato, da diventare irresistibile. Non è un film che si guarda, è un’esperienza che si subisce e poi si racconta agli amici con la frase: “Non ci crederai mai, ma…”
Se ti piacciono i film che fanno a pugni con il buon senso, la logica e talvolta anche col rispetto per l’occhio umano, allora sì, questo è il tuo momento. Accomodati, respira profondo e lascia che una geisha robotica ti distrugga ogni aspettativa cinematografica rimasta.
