Mad Macbeth è uno di quei film che, mentre li guardi, ti fanno pensare: “Qualcuno, da qualche parte, ha davvero deciso che mescolare Mad Max, Shakespeare e Lovecraft fosse una buona idea.” E, sorprendentemente, questa persona aveva ragione: non è una buona idea… è un’idea meravigliosamente folle.

Il film, diretto da Domiziano Cristopharo, uno che non ha mai avuto paura di spingersi nel territorio del disturbante (House of Flesh Mannequins docet), prende Macbeth e lo trascina in un futuro post-apocalittico pieno di sabbia, metallo arrugginito, mutazioni e rituali da incubo. È come se il Bardo, in una notte particolarmente ispirata e sotto l’influsso di strane visioni, avesse scritto una tragedia mentre gli correvano accanto motociclisti inferociti e abomini lovecraftiani.

La sceneggiatura arriva dalla mano di Antonio Tentori, veterano assoluto del cinema di genere (ha scritto per Mattei, Fulci, D’Amato, Argento, praticamente un’enciclopedia vivente del nostro horror). E si vede: il film sembra un collage di suggestioni pazze, ma tutte attraversate da una vena nera e poetica che solo chi ha maneggiato i mostri per tutta la vita può rendere così naturale.

Girato e prodotto in Kosovo da Hasan Lushi e Halil Budakova, Mad Macbeth è anche una piccola dimostrazione della vitalità cinematografica di un paese che non ti aspetti. La location brulla e primitiva diventa il teatro perfetto per una tragedia che, per una volta, somiglia davvero a un mondo condannato.

Il cast include le tre star di Virus – Extreme Contamination (Halil, Merita Budakov e Hasan Edi Lushi), che sembrano nati per questo tipo di follia post-atomica. E come ciliegina sulla torta, arrivano i cameo di Jgor Barbazza e Linda Collini, direttamente dalle soap italiane — una scelta che aggiunge un tocco di surreale imprevedibilità, quasi quanto la presenza del fantasma di Banquo in versione mutante.

Le musiche di Salvatore Sangiovanni e Susan DiBona mescolano atmosfere cupe, tribalismi e sonorità industriali, rendendo l’esperienza ancora più straniante. Non accompagnano il film: lo trafiggono.

KOSOVO 2018 – 90 minuti di tragedia, sabbia, sangue e visioni.

Guardare Mad Macbeth è un po’ come entrare in un laboratorio clandestino del cinema di genere: a volte funziona, a volte esplode, ma mai — e dico mai — resta neutrale. È una reinterpretazione del Macbeth che nessuno aveva chiesto, ma che qualcuno doveva fare. Perché solo spingendo Shakespeare nel deserto radioattivo si può scoprire quanto sia ancora capace di mordere.

Un’esperienza unica, bizzarra e orgogliosamente imperfetta, che trasforma il Bardo in una creatura mutante destinata a sopravvivere anche dopo l’apocalisse.

Lascia un commento