Argos alla riscossa – Santo contra Mujeres Vampiras è quello che succede quando prendi un supereroe mascherato, delle vampire assetate di sangue, un pizzico di gotico camp, e li butti tutti dentro un frullatore degli anni ’60. Il risultato? Un film talmente assurdo da essere irresistibile, una miscela di wrestling, horror e melodramma che solo il Messico di quel periodo poteva produrre con totale serietà… e totale follia.
Il protagonista, ovviamente, è lui: El Santo, il leggendario luchador mascherato, simbolo culturale, giustiziere, attore, superuomo e probabilmente anche idraulico a tempo perso. Se c’è un problema soprannaturale, Santo arriva, sistema tutto a suon di prese da wrestling e poi se ne va senza una macchia sulla maschera. In questo film affronta un covo di donne vampiro che vivono in un castello degno di Dracula, ma in versione più economica e più coreografica.
La trama è semplice come deve essere: le vampiras vogliono risorgere, conquistare il mondo e fare fuori qualche innocente. Santo non ci sta. Tra un match di lucha libre e un’incursione notturna nelle catacombe, il nostro eroe si ritrova a menare affascinanti e letali vampirone in abiti da sera, mentre scienziati, poliziotti e fidanzate in pericolo fanno da contorno.
Il film è una festa visiva per chi ama il cinema vintage: scenografie gotiche che sembrano di cartapesta, combattimenti girati con la stessa eleganza di un torneo rionale, effetti speciali che sfidano la gravità solo perché non funzionano come dovrebbero. Ma proprio in queste imperfezioni c’è il segreto del fascino: Santo contra Mujeres Vampiras non vuole convincerti, vuole divertirti.
Le Vampiras, con trucco esagerato e movenze teatrali, sembrano uscite da un musical horror che non è mai stato girato. Santo, invece, affronta tutto con l’aplomb del professionista che sa esattamente di essere in un film, ma sceglie comunque di crederci: e questa fede assoluta lo rende in qualche modo epico.
Alla fine ci si ritrova coinvolti senza nemmeno accorgersene: l’atmosfera gotica, il ritmo anni ’60, l’ingenuità totale e l’energia quasi infantile creano un’esperienza strana, kitsch, ma incredibilmente affettuosa. È uno di quei film che, pur non avendo nulla di “raffinato”, si piazza nella testa e non se ne va più.
Per chi ama il cinema di culto, le produzioni che non si prendono troppo sul serio e il wrestling come filosofia di vita, Argos alla riscossa – Santo contra Mujeres Vampiras è un appuntamento imprescindibile: un piccolo gioiello di trash d’epoca che resiste al tempo con la stessa forza con cui Santo resiste agli attacchi delle vampire.
