Il micro–mostro che ti divora prima ancora di chiederti il nome**

“Ti divoreranno così in fretta che non avrai il tempo di urlare!”
Beh, almeno hanno la cortesia di essere efficienti.

Prima che Hollywood iniziasse a clonare qualunque franchise esistente, c’erano loro: i Critters, i cuginetti cattivi e strafatti dei Gremlins. Era il 1986, gli anni d’oro in cui bastava un’idea, una telecamera, un maglione dalle spalline indecenti e due chili di lattice per inventarsi un cult. Così, mentre Joe Dante faceva impazzire il mondo con le sue creaturine da regalo, Stephen Herek se ne uscì con questo gioiellino di fantascienza “aggressiva” a basso costo e altissimo mordente.

La storia è semplice: dei criceti assassini intergalattici (criminali evasi da un asteroide–carcere… perché no?) si liberano durante il trasferimento, rubano una navicella e vanno a schiantarsi nel posto più sfigato e tranquillo del pianeta: il Kansas. Se non altro, Superman sarebbe stato orgoglioso.

Da lì, la festa. E per “festa” si intende: denti che gracchiano peggio del trapano del dentista, gente rosicchiata come un pacco di patatine, e la tipica famiglia americana che deve salvare il mondo mentre cucina la cena. I Brown: mamma, papà, figlia adolescente, e il piccolo Brad che, come da tradizione, è l’unico con abbastanza neuroni per capire cosa stia succedendo.

Ad aiutarli arrivano anche due cacciatori di taglie intergalattici, cambiatori di forma e dotati di un gusto estetico che definire discutibile è poco. Pensate a dei rockettari degli anni ’80… ma esplosivi.

Il film costò due spicci, circa 2 milioni, ed incassò più di 13. Un colpo grosso. Merito soprattutto dei fantastici fratelli Chiodo, maghi degli effetti speciali, che hanno dato vita ai Critters come fossero peluche maledetti usciti da un laboratorio di genetica psicotica. Gli stessi Chiodo, ricordiamolo, che ci hanno regalato anche Killer Klowns from Outer Space. Gente che non sbaglia un colpo… quando si tratta di incubi gommosi.

Il successo generò una saga. E che saga:

  • Critters 2 (buonissimo)

  • Critters 3 (sì, quello con il giovanissimo Leonardo DiCaprio)

  • Critters 4 (i Critters nello spazio, a quel punto mancava solo l’incontro con Alien)

E nonostante fosse un film dichiaratamente “di serie B”, Critters si è ritagliato la sua fetta di gloria, diventando un cult genuino, uno di quelli che guardi ancora oggi con la stessa gioia con cui mordi un panino al fast food: sai benissimo che non è alta cucina, ma accidenti se è buono.

Insomma: se non lo avete mai visto, recuperatelo. E ricordate di non fare rumore. I Critters hanno fame. Sempre.

Lascia un commento