Ci sono frasi che pesano più dei silenzi. Quelle pronunciate (e scritte) dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi appartengono a questa categoria: non solo perché offendono la verità, ma perché infangano la memoria delle vittime.
Negare che a Gaza siano morti oltre 20mila bambini, come certificato da Nazioni Unite, OMS, ONG indipendenti e persino riconosciuto dalle stesse autorità israeliane, non è un’opinione politica. È un insulto alla realtà, alle famiglie spezzate, a chi ha perso tutto sotto le bombe.
Il conflitto in Medio Oriente è complesso, ma ci sono dati che non possono essere liquidati come propaganda. I numeri delle vittime non sono frutto di voci incontrollate: provengono da fonti incrociate, confermate, documentate. Negarli significa aprire la porta alla disinformazione, ed è tanto più grave quando a farlo è un rappresentante delle istituzioni.
Non si tratta di “stare con Israele” o “stare con la Palestina”: si tratta di riconoscere che la morte di un bambino innocente non ha mai giustificazione, né attenuanti. Dire che quei bambini “non esistono” o che “erano soldati” equivale a cancellare la loro vita due volte: prima sotto le bombe, poi con le parole.
La politica italiana dovrebbe reagire con fermezza. Non basta l’indignazione sui social. Servono prese di posizione chiare, perché chi ricopre un ruolo pubblico ha il dovere della responsabilità.
Il negazionismo, qualunque sia il contesto, non è mai una banalità: è un veleno che mina il rispetto per le vittime, alimenta odio e riduce la politica a propaganda cinica.
E a Gaza, dove l’infanzia è stata annientata da anni di guerra, i bambini morti non possono difendersi. Ma almeno meritano che la loro verità non venga calpestata.
A titolo puramente informativo, alcuni accadimenti degli ultimi anni che riguardano Bandecchi
| Evasione fiscale / richiesta di rinvio a giudizio | È stata avanzata richiesta della Procura di Terni per un’evasione fiscale ritenuta milionaria: dal 2016 al 2021, si sostiene che Bandecchi e collaboratori avrebbero sottratto all’erario circa 22 milioni di euro, facendo risultare alcune attività come entità non commerciali per beneficiare di agevolazioni indebite. | La richiesta di rinvio a giudizio è attiva, ma il procedimento non è concluso. | Corriere dell’Umbria |
| Sequestro preventivo legato a Unicusano / investimenti sospetti | Nell’ambito dell’inchiesta sull’Università telematica “Niccolò Cusano”, la Finanza ha disposto un sequestro preventivo per 20 milioni di euro, contestando che spese personali (vacanze, automobili di lusso, elicottero) sarebbero state imputate all’istituto, che avrebbe agito come impresa commerciale. | È parte delle indagini finanziarie attuali; non è stata emessa condanna definitiva. | Il Fatto Quotidiano |
| Indagine per resistenza a pubblico ufficiale / minaccia / oltraggio / interruzione pubblico servizio | Dopo una seduta consiliare del 28 agosto 2023, è stato presentato un esposto secondo cui Bandecchi avrebbe pronunciato minacce, oltraggiato pubblici ufficiali, interrotto il servizio consiliare e persistito in violenza contro agenti e consiglieri. | Il procedimento è in corso. L’udienza preliminare è stata fissata e si dovrà stabilire se vi siano gli estremi per un processo. | UmbriaON |
| Indagine per diffamazione contro l’assessore Coletto | Bandecchi è indagato per diffamazione nei confronti dell’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, per alcune dichiarazioni ritenute offensive, pronunciate in conferenza stampa e riguardanti il progetto dello stadio della Ternana. | Avviso di conclusione delle indagini notificato; il procedimento è ancora aperto. | La Nazione |
| Procedimento per diffamazione (archiviazione) | Il sindaco era stato denunciato per diffamazione da una sezione locale della Lega per alcune sue dichiarazioni sui social, ma il Gip ha disposto l’archiviazione nel merito, per il “fatto tenue”. | Il caso è stato archiviato. | Umbria Domani |
| Caso sputo su conduttore televisivo | È stata segnalata un’accusa informale secondo la quale Bandecchi avrebbe sputato contro un conduttore televisivo, ma l’avvocato ha dichiarato che non ci sarebbe reato in quella circostanza. | Non risulta che vi sia stata apertura formale di un procedimento penale definitivo. Fonte |
