Strasburgo, 29 settembre 2025 – Il Premio Václav Havel per i Diritti Umani 2025, giunto alla sua tredicesima edizione e dedicato a chi si distingue nella difesa dei diritti fondamentali, è stato conferito al giornalista e attivista ucraino Maksym Butkevych. La cerimonia si è svolta a Strasburgo, durante l’apertura della sessione plenaria autunnale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE).
Butkevych è cofondatore del Centro per i Diritti Umani Zmina e di Hromadske Radio. Convinto pacifista, all’inizio dell’invasione russa del 2022 decise di arruolarsi volontario nelle forze armate ucraine, arrivando a comandare un plotone. Catturato dalle forze russe, fu condannato a 13 anni di carcere e ha trascorso oltre due anni in condizioni durissime, fino alla liberazione nell’ottobre 2024 grazie a uno scambio di prigionieri. Oggi è considerato un simbolo di coraggio e resilienza nella difesa della libertà e della giustizia.
Accanto a lui, tra i finalisti di quest’anno, figuravano la giornalista georgiana Mzia Amaghlobeli e quella azera Ulvi Hasanli, entrambi attualmente detenuti nei rispettivi Paesi. Diplomi di riconoscimento sono stati ritirati dai loro rappresentanti durante la cerimonia.
Il presidente della PACE, Theodoros Rousopoulos, ha sottolineato che non è un caso che i tre candidati fossero tutti giornalisti:
“Senza libertà di espressione e senza media liberi, indipendenti e pluralisti, non esiste vera democrazia”.
Ha ricordato che, secondo la piattaforma del Consiglio d’Europa per la sicurezza dei giornalisti, a metà marzo 2025 erano 171 i reporter detenuti in Europa, di cui 98 in Paesi membri del Consiglio stesso. Almeno 26 giornalisti ucraini restano tuttora incarcerati illegalmente dalla Russia.
Rivolgendosi ad Amaghlobeli e Hasanli, Rousopoulos ha detto:
“La vostra voce può essere ridotta al silenzio, ma la vostra testimonianza risuona forte e chiara”.
Butkevych, ricevendo il premio, lo ha dedicato ai prigionieri di guerra ucraini, ai civili detenuti illegalmente dalla Russia e ai giornalisti incarcerati nei regimi autoritari. Ha ribadito che l’Ucraina non difende solo i propri confini, ma valori universali:
“La nostra libertà, la nostra cooperazione e il nostro desiderio di vivere con dignità e senza paura si fondano su questi principi”.
Il Premio Václav Havel, istituito dal Consiglio d’Europa in collaborazione con la Biblioteca Václav Havel e la Fondazione Charta 77, consiste in 60.000 euro, un trofeo e un diploma.
Vincitori precedenti
Negli anni il riconoscimento è stato assegnato a figure di spicco della difesa dei diritti umani:
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2024 – María Corina Machado
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2023 – Osman Kavala
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2022 – Vladimir Kara-Murza
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2021 – Maria Kalesnikava
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2020 – Loujain Alhathloul
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2019 – Ilham Tohti e Youth Initiative for Human Rights
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2018 – Oyub Titiev
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2017 – Murat Arslan
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2016 – Nadia Murad
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2015 – Ludmilla Alexeeva
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2014 – Anar Mammadli
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2013 – Ales Bialiatski
