L'ALCHIMISTA PRESENTA

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Quattro chiacchiere con LeLe Battista

Partiamo da “Il Grido”: il primo brano nasce in un momento intimo, mentre cullavi tua figlia.
Quanto la dimensione familiare e la paternità hanno influenzato questo disco?

Accompagnare alla scoperta del mondo una nuova vita è una sublime responsabilità. Ho cercato nuovi modi di raccontare un mondo complesso, di ritrovare una nuova innocenza
nell’osservarlo.

In Iscream convivono malinconia ed energia, elettronica e cantautorato. Come sei riuscito a trovare questo equilibrio sonoro e quali artisti ti hanno ispirato nel processo?
Avevo Voglia di fare un disco più ritmico, di lasciare da parte l’estetica del cantautorato, mi hanno ispirato molto i tame impala per il ritmo e bon iver per le voci. E un giovane artista italiano “KID GAMMA” che mi ha insegnato a giocare con l’autotune.

Alcuni testi, come in Frammenti, dialogano con riferimenti letterari e filosofici. Quanto conta per te l’aspetto “culturale” della scrittura e come lo intrecci con l’emozione immediata della musica?
I cantautori hanno fatto fare un salto gravitazionale alla letteratura, l’hanno liberata dai libri, inserendola nelle canzoni. Io sono figlio di quella cultura, da Bob Dylan in poi, e quindi sono portato a considerare anche l’aspetto culturale delle canzoni.

Il titolo del disco, “Iscream”, gioca sul doppio senso tra “io urlo” e “gelato”. C’è più ironia o più dramma dietro questa scelta?
Entrambe le cose, è il tentativo di usare il linguaggio come insieme di giochi di parole e di suggestioni, è l’esempio grafico di come il linguaggio ci trae in inganno.

Dal 3 ottobre partirà la presentazione dal vivo. Che tipo di esperienza vuoi regalare al pubblico nei concerti di questo album? Sarà più intima o più energica?
Sarò per la maggior parte del tempo da solo sul palco circondato da una serie di strumenti e macchinari vari. Cercherò di ricreare sul palco l’atmosfera del mio studio di registrazione, invitando anche qualche ospite.

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