C’è una verità scomoda che attraversa il mondo della scrittura: non basta avere talento, sensibilità o coraggio per farsi leggere. Spesso, prima ancora delle parole, gli autori devono affrontare un labirinto di inganni, promesse disattese e illusioni ben confezionate. È proprio da questo labirinto che nasce “Le mie pagine di Autori”, la nuova raccolta di racconti di Janette Lart, pubblicata sulla piattaforma Passione Scrittore.
Dietro lo pseudonimo si cela una scrittrice catanese, docente di lingua inglese, madre, poeta e narratrice sensibile, che da anni si confronta con la doppia faccia dell’editoria italiana: quella luminosa della creatività e quella, più cupa, del mercato che sfrutta la passione di chi scrive. Con questo libro, Lart compie un gesto raro e necessario: trasforma la delusione in arte, l’esperienza personale in testimonianza letteraria.
La raccolta comprende venticinque racconti brevi, ognuno contraddistinto da un colore, come se l’autrice avesse voluto dipingere un mosaico emotivo, un ventaglio di sfumature tra speranza e disincanto. Nei suoi testi si incontrano figure familiari a molti autori emergenti: l’editore “a doppio binario” che pubblica solo dietro compenso, la piattaforma digitale impersonale che risponde con messaggi automatici, il concorso “civetta” che promette gloria e si conclude con la richiesta di acquistare copie del proprio libro.
Janette Lart descrive tutto questo con una scrittura limpida, essenziale eppure vibrante, in cui si alternano ironia e amarezza, rabbia e dolcezza. Le sue parole non accusano soltanto: osservano, comprendono, trasformano. Ogni racconto è una piccola confessione universale, un frammento di verità in cui chiunque abbia sognato di pubblicare un libro può riconoscersi.
Eppure, tra le pieghe di questo realismo disilluso, si intravede la luce della speranza. Non mancano, infatti, episodi di onestà e di bellezza: editori che credono davvero nella qualità, piattaforme trasparenti, libri che riescono a trovare i loro lettori e, con essi, un piccolo riscatto morale. L’autrice sembra voler dire che, nonostante tutto, scrivere resta un atto di fede.
Il messaggio più potente del libro è racchiuso nelle parole che Janette Lart affida ai suoi lettori come una sorta di manifesto poetico: “Brilla di unicità senza cercare lo straordinario, perché l’arte è umile, paziente e persistente.” È la sintesi perfetta del suo pensiero: la vera arte non nasce dal clamore, ma dalla costanza e dall’autenticità.
“Le mie pagine di Autori” è dunque più di una raccolta di racconti. È un atto di denuncia e d’amore insieme: denuncia verso un sistema che spesso mercifica i sogni, e amore verso la scrittura come forma di libertà. Janette Lart non si limita a raccontare l’editoria, ma la attraversa con empatia e lucidità, restituendoci un quadro umano, dolente e vero.
Dietro ogni storia si percepisce una lezione di resilienza: che scrivere, nonostante tutto, resta una necessità vitale.
E che la voce di chi crede davvero nelle parole, anche quando il mondo sembra ignorarla, continuerà sempre a farsi sentire.





