C’è un filo invisibile che lega la storia della medicina a quella delle persone. È un filo fatto di conoscenza, di servizio e di dedizione, ma anche di umanità, di gesti semplici e quotidiani che attraversano generazioni. È proprio lungo questo filo che si snoda “La farmacia al servizio del popolo. Il ruolo sociale dei farmacisti in Italia dal 1800 al 2025”, il nuovo libro di Antonella Migliorati, farmacista e scrittrice, che ci accompagna in un viaggio nella memoria collettiva e personale della professione farmaceutica italiana.

Il volume, pubblicato nel 2025, è molto più di un saggio storico. È un racconto corale che intreccia storia sociale, sanitaria e familiare, offrendo uno sguardo unico sul ruolo del farmacista nella società, dalla farmacia galenica dell’Ottocento fino all’attuale farmacia dei servizi, motore della sanità territoriale e presidio di prossimità.

Discendente da una famiglia di farmacisti da quattro generazioni, Antonella Migliorati scrive con una voce colta ma intima, in cui la memoria si intreccia con la riflessione. Le pagine dedicate ai suoi antenati – la bisnonna Anna Tiberi, pioniera dell’educazione femminile nel Meridione post-unitario, e il bisnonno Vincenzo Santoro, fondatore della celebre Farmacia del Popolo di Cerignola – restituiscono un quadro vivido di un’Italia in trasformazione, dove la farmacia era insieme luogo di cura, di incontro e di speranza.

Accanto alle memorie familiari, l’autrice inserisce approfondimenti storici e interviste ai titolari di farmacie storiche di Cerignola, restituendo una coralità di voci che raccontano la dedizione e la passione di chi ha fatto della propria professione una missione. Queste testimonianze diventano un omaggio a una categoria che, nel corso dei secoli, ha saputo reinventarsi rimanendo fedele a un principio fondamentale: servire il bene comune.

La prefazione, firmata da Angela Margiotta, presidente dell’associazione Farmaciste Insieme, sottolinea il ruolo moderno del farmacista come ponte tra medicina e società, figura di prossimità che unisce competenza e ascolto. È una visione che l’autrice fa propria, ricordando che la farmacia è prima di tutto un presidio umano, un punto di riferimento per la comunità, spesso l’unico per chi vive nelle aree più isolate.

Nei suoi quindici capitoli, Migliorati accompagna il lettore attraverso le principali tappe della sanità italiana: dalle leggi crispine sull’igiene pubblica all’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, fino alle nuove sfide poste dall’innovazione digitale e dalla telemedicina. Ma la vera forza del libro sta nel mettere in luce il volto umano della scienza: i farmacisti che ascoltano, consigliano, si fanno carico delle fragilità di chi bussa al bancone non solo in cerca di medicine, ma anche di conforto.

Di particolare rilievo sono i capitoli dedicati al contributo delle donne nella farmacia e nella medicina, in un periodo storico in cui esercitare una professione scientifica significava sfidare convenzioni e pregiudizi. Colpisce, in questo senso, la figura della prozia Tusnelda Santoro, una delle prime donne medico d’Italia, che incarna la determinazione e la sensibilità di una generazione di pioniere.

Il libro si arricchisce anche di una riflessione sulle farmacie contemporanee e sui nuovi servizi: screening, prevenzione, telemedicina, sostegno psicologico e iniziative di solidarietà come il Progetto Mimosa contro la violenza di genere. Questi temi dimostrano quanto la farmacia, oggi, sia un nodo essenziale della rete sanitaria e un luogo di accoglienza, non più solo di distribuzione.

Completano l’opera fotografie, documenti e oggetti storici che raccontano due secoli di storia: antichi banchi di legno, bustine galeniche, vecchie patenti e lauree incorniciate. Ogni immagine restituisce la sensazione che dietro il vetro delle vetrine e l’odore dei disinfettanti ci sia ancora una memoria viva, fatta di mani, di volti, di vite intrecciate.

Antonella Migliorati, laureata in Farmacia e Scienze Biologiche, con una lunga esperienza nel campo della ricerca e della divulgazione, unisce rigore scientifico e sensibilità narrativa. La sua scrittura è chiara, elegante, capace di parlare tanto al professionista quanto al lettore curioso.

“La farmacia al servizio del popolo” è, in definitiva, un libro sulla cura nel senso più ampio del termine: la cura della salute, della conoscenza, della memoria. È un omaggio a una professione che attraversa la storia italiana con discrezione e fermezza, e che oggi, più che mai, rappresenta un punto di riferimento per il futuro della sanità.

Per costruire la farmacia del domani, scrive l’autrice, occorre non dimenticare le radici di ieri. E questo libro, con la sua ricchezza di storie, testimonianze e valori, ci ricorda proprio questo: che la scienza è al servizio dell’uomo solo quando resta, profondamente, umana.