Ci sono viaggi che non servono per arrivare, ma per ritrovarsi. È da questo desiderio di riconnessione con la vita e con se stessi che nasce “Il profumo delle stelle”, il nuovo romanzo di Klaus Zambiasi, scrittore mantovano d’origine e bolzanino d’adozione, che dopo “Il sorriso della luna”, “Il bacio rubato” e “L’appuntamento” torna a incantare i lettori con una storia piena di eleganza, sensualità e malinconia.

Il protagonista, Sam, è un agente immobiliare di mezza età, stanco della frenesia digitale e della superficialità dei rapporti mediati dagli schermi. Decide così di concedersi una pausa dal mondo iperconnesso per vivere un’esperienza radicale di “digital detox”: un viaggio nella Berlino degli anni Venti, città di artisti, poeti e ribelli, dove il tempo sembrava scorrere più lentamente e la vita si respirava con tutti i sensi.

Armato solo di una cartina, di un taccuino e del desiderio di perdersi, Sam si immerge in una dimensione sospesa tra sogno e realtà. Le sue giornate scorrono tra caffè letterari, teatri di varietà e vicoli illuminati da luci soffuse. Il suo rifugio è un hotel che un tempo ospitò la diva del cinema muto Asta Nielsen: ed è proprio lì, tra le stanze impregnate di storie e profumi d’altri tempi, che comincia il mistero.

Un collare di velluto nero con una lacrima blu, comparso misteriosamente sul comodino, e una serie di bigliettini anonimi conducono Sam dentro un intrigo seducente fatto di ballerine di burlesque, incontri inattesi e una passione che riaccende la sua parte più viva. In questo viaggio, tra il ricordo e la rinascita, l’amore si intreccia alla nostalgia, e il passato si fa specchio del presente.

Zambiasi racconta tutto questo con una scrittura sensoriale e poetica, capace di accendere i sensi del lettore: si sente l’odore del legno antico dei teatri, il fumo dei locali jazz, la carezza della seta e il sapore del vino tedesco bevuto piano, sotto un cielo che profuma di pioggia e stelle. L’autore possiede un raro talento nel rendere tangibili le atmosfere, trasformando ogni scena in una fotografia viva, calda, avvolgente.

Il romanzo non è soltanto un omaggio alla Berlino mitteleuropea, ma anche una riflessione sul presente, sull’alienazione tecnologica e sulla perdita del contatto umano. Sam, spegnendo il suo smartphone, accende se stesso: impara di nuovo a guardare, a toccare, ad ascoltare, a lasciarsi sorprendere. È come se il silenzio digitale gli restituisse la voce interiore che aveva dimenticato.

Nel suo “profumo delle stelle”, che dà il titolo al libro, si concentra il senso dell’opera: la bellezza che resta anche quando tutto sembra svanire, il desiderio di autenticità che sopravvive al tempo e al progresso.

Con questo nuovo romanzo, Klaus Zambiasi si conferma una delle voci più delicate e mature della narrativa contemporanea. Il suo stile è elegante, cinematografico e profondamente umano. La sua Berlino è un luogo dell’anima, una metafora della ricerca interiore, un richiamo a ritrovare il ritmo lento della vita vera.

“Il profumo delle stelle” è un racconto che profuma di malinconia e di rinascita, un invito a riconnettersi con la parte più autentica di sé. È un libro che si legge con gli occhi, ma si sente con la pelle.

Pubblicato da Youcanprint, il romanzo è disponibile in formato cartaceo e può essere ordinato in tutte le librerie e store online.

Un’opera che ci ricorda che la felicità, come il profumo, non si trattiene: si percepisce, si vive, si lascia andare.