L’Italia rischia di arrivare troppo tardi alla sfida del cambiamento climatico. Ondate di calore sempre più intense, piogge improvvise che mettono in ginocchio interi quartieri, territori fragili che non reggono più l’impatto di eventi estremi: tutto questo sta già accadendo. Eppure, il Paese continua a muoversi in ordine sparso, inseguendo emergenze invece di prevenirle.
Da questo scenario parte l’appello di Marco Lombardi, CEO di Proger, intervenuto all’evento “Città nel Futuro 2030–2050” al MAXXI di Roma. Per lui, la ricetta è chiara: serve un intervento straordinario, una strategia nazionale paragonabile a un Piano Marshall dedicato interamente all’adattamento climatico. Un piano che unisca visione, ingegneria avanzata e investimenti mirati.
Lombardi invita a cambiare prospettiva su un punto centrale: l’adattamento climatico non è un costo, ma un investimento per il futuro. Ogni euro speso per infrastrutture resilienti, per rigenerare i quartieri più deboli, per rendere gli edifici intelligenti e le città a impatto zero, è un euro che protegge cittadini, imprese, cultura e storia del territorio. È un modo per aumentare il valore economico e sociale delle città e renderle più competitive.
Secondo Lombardi, la progettazione del territorio non può più basarsi sulle mappe del passato, né sulle logiche urbanistiche tradizionali. Il clima, oggi, è l’elemento da cui partire. Per questo l’ingegneria deve diventare predittiva: capace di anticipare rischi e comportamenti del territorio grazie a strumenti avanzati come l’Intelligenza Artificiale, i Digital Twin, le simulazioni energetiche e i modelli climatici di nuova generazione. Solo così, sostiene, è possibile progettare città davvero pronte al futuro.
L’Italia ha un patrimonio urbanistico e storico unico in Europa e possiede competenze ingegneristiche di eccellenza. Questa combinazione, se sfruttata con coraggio, potrebbe trasformare il Paese in un vero laboratorio europeo dell’adattamento climatico. Ma per farlo bisogna cambiare passo: servono investimenti strutturati, una regia nazionale e la capacità di sperimentare sul campo, senza rimandare ancora.
Il messaggio è chiaro: i fenomeni estremi stanno accelerando e il tempo per agire si sta accorciando. Un piano Marshall dedicato alle città italiane non è più un’idea ambiziosa, ma una necessità urgente. Agire adesso significa evitare costi futuri enormi e garantire un futuro sicuro, vivibile e competitivo ai territori del Paese.
