Ci sono film che diventano cult per la loro bellezza, altri per la loro rivoluzione stilistica, e poi c’è Captain America del 1979, che diventa cult perché… è brutto. Brutto forte. Brutto in quel modo così sincero, così anni ’70, così ingenuamente televisivo da farti quasi tenerezza. Un film che non si guarda: si accarezza con lo sguardo, come si fa con un soprammobile kitsch trovato in soffitta.
Il protagonista è Reb Brown, l’unico Capitan America che sembra appena uscito da una pubblicità di integratori proteici. Il suo Steve Rogers non ha proprio l’aria del supersoldato patriottico: somiglia di più a un bagnino californiano finito per sbaglio in un film di supereroi. E l’uniforme? Ah, l’uniforme. Un casco da motociclista dipinto di blu, una moto che sembra uscita da un’officina che faceva anche rollerblade personalizzati, e uno scudo trasparente da parabrezza riciclato. Cap è pronto… ma al massimo per una parata di carnevale.
La trama è un’ode ai tempi in cui i supereroi in TV si accontentavano di inseguimenti in moto, scazzottate al rallentatore e cattivi così generici che sembrano generati col copia-incolla. Non c’è nemmeno il Teschio Rosso, perché forse era troppo costoso. O troppo interessante. O troppo minaccioso.
Eppure, proprio in questa sua povertà narrativa e visiva, il film trova il suo fascino. Captain America del ’79 è la fotografia perfetta dell’epoca dei supereroi “senza super”: costumi improbabili, effetti speciali da fiera paesana, una recitazione che definire legnosa è un complimento. È un prodotto televisivo che ci crede tantissimo… quando dovrebbe crederci molto meno.
Ma è proprio questo a renderlo un piccolo cult del brutto: la sua totale inconsapevolezza.
Lo guardi e pensi: “Non può essere vero”. E invece lo è. E, incredibilmente, ti diverti anche.
Perché Captain America del ’79 non è solo un film: è un’esperienza antropologica, un viaggio nel passato del genere supereroistico, quando la Marvel non era un impero ma una collezione di esperimenti strani e vagamente imbarazzanti.
È brutto? Sì. È godibile? Assolutamente sì. Vale la visione? Solo se ami il trash d’epoca, i supereroi weird e le moto truccate. E in quel caso… preparati: questo Capitan America ti resterà nel cuore, anche se non dovrebbe. Un piccolo cult del brutto, con tutto l’amore che questo significa.
