Lo confesso: nella mia caccia spietata ai tesori del trash, prima o poi dovevo inciampare in Zombie Ass: Toilet of the Dead. Quando si parla di cinema di bassa lega gli zombie non mancano mai, ma qui fanno un passo oltre: spuntano direttamente dal water. Una dichiarazione d’intenti chiara come la tavoletta alzata.

La storia, sorprendentemente, esiste. Un gruppo di amici parte per una scampagnata. Io ero quasi rilassato, finché non arrivano in un minuscolo villaggio con un bagno che definire sospetto è un complimento. Da quella toilette esce un’orda di zombie infestati da parassiti che prendono il controllo del corpo e scatenano una tempesta di flatulenze. Guardando la scena ho capito due verità universali: mai fidarsi dei bagni pubblici e mai sottovalutare la creatività giapponese quando decide di puntare tutto sul cattivo gusto.

Prendete i cliché dei film di zombie, versateci addosso litri di splatter, barricati dietro l’ironia più assurda, aggiungete combattimenti improbabili e una quantità imbarazzante di rumori intestinali. Otterrete un film che prende a schiaffi il genere horror e nel finale trova pure il modo di omaggiare i videogame. Alcune scene richiedono uno stomaco forte, o almeno un senso dell’umorismo pronto a sopravvivere a ogni colpo basso.

Ecco perché considero Zombie Ass un autentico ShitCult. Io vi consiglio di guardarlo direttamente in bagno. Non solo per coerenza tematica, ma perché è l’unico ambiente in cui potrete ridere, sgranare gli occhi e affrontare eventuali emergenze senza muovervi troppo.

Un film così? Va vissuto almeno una volta nella vita. E solo dopo, potete tirare lo sciacquone…

Di Gianni Leone, fondatore

Essere antipatico è una vocazione. Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”.