In occasione del World Children’s Day, la street artist Laika ha presentato nella capitale una nuova opera dal titolo Shame on You, affissa in via Bobbio, proprio di fronte a una scuola elementare. L’immagine raffigura un bambino palestinese di Gaza con un braccio e una gamba amputati, lo sguardo scuro e un volto rigato da lacrime nere. Sul petto campeggia la scritta che dà nome all’opera, un’accusa simbolica “a tutti gli adulti autori o complici di genocidio”, come spiegato dall’artista.

La collocazione dell’opera, a pochi passi da un luogo simbolo dell’infanzia, sottolinea il contrasto tra la celebrazione della giornata dedicata ai diritti dei bambini e la condizione di milioni di minori coinvolti in conflitti armati e crisi umanitarie. Il riferimento principale è alla situazione nella Striscia di Gaza, dove migliaia di bambini sono rimasti uccisi o mutilati dall’inizio dei bombardamenti del 2023. Ma l’opera richiama anche altri scenari di guerra, come il Sudan, dove la violenza alimenta una nuova emergenza umanitaria e costringe quotidianamente minori alla fuga, all’arruolamento forzato e ad abusi.

L’intervento artistico arriva a 36 anni dall’adozione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il trattato sui diritti umani più ratificato al mondo. Diritti come protezione, uguaglianza, istruzione, vita e sviluppo restano sulla carta in molti contesti globali, dove i bambini continuano a essere privati non solo delle opportunità ma della stessa sopravvivenza.

Per Laika, l’arte è uno strumento di denuncia e memoria collettiva, un modo per non distogliere lo sguardo dalle sofferenze dell’infanzia nei conflitti contemporanei. Il messaggio centrale dell’opera, esposto nel cuore della città e rivolto agli adulti, accusa un fallimento morale: di fronte a violenze sistematiche, il mondo dovrebbe provare vergogna.

Di Redazione

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