In un panorama internazionale nuovamente segnato da tensioni armate, il tema della pace torna al centro del dibattito grazie al nuovo libro di Andrea Riccardi, Il coraggio della pace, in uscita il 28 novembre per il marchio Scholé di Editrice Morcelliana. L’opera, agile ma densa, invita a recuperare una visione politica e morale della pace come obiettivo primario della convivenza tra popoli, non come fragile parentesi tra guerre sempre più normalizzate.
Riccardi, storico contemporaneista e fondatore nel 1968 della Comunità di Sant’Egidio, ha dedicato la sua vita intellettuale e civile alla diplomazia umanitaria e al dialogo tra culture. Nel nuovo volume, riflette su come gli equilibri di pace faticosamente costruiti nel secondo dopoguerra siano stati incrinati da conflitti che hanno spezzato l’illusione di una storia definitivamente orientata alla stabilità. Dalla guerra nei Balcani fino agli scenari attuali in Ucraina e Gaza, l’autore ripercorre crisi che hanno riportato la guerra al centro della politica internazionale, riabilitandola come strumento di risoluzione e spingendo molti stati verso il riarmo e un’opinione pubblica sempre più abituata a logiche belliche.
Riccardi non nega la complessità dei conflitti globali e delle violenze dimenticate, come quelle che continuano a lacerare il Sud Sudan, ma evidenzia la necessità di ridefinire il ruolo del negoziato, della diplomazia e della mediazione internazionale. Se la guerra diventa un destino considerato naturale, la pace rischia di ridursi a sospensione temporanea, anziché essere riconosciuta come progetto politico consapevole e responsabilità collettiva. Per questo l’autore invita a recuperare un senso di appartenenza a una “comunità globale di destino”, nella quale i popoli non si percepiscano come blocchi contrapposti, ma parte di un percorso comune.
Il libro si rivolge non solo ai decisori politici, ma anche a cittadini e comunità che desiderano interrogarsi sul proprio ruolo nella costruzione della pace quotidiana. Secondo Riccardi, oggi il vero coraggio non è quello di chi sceglie la forza, ma di chi scommette sul dialogo quando il mondo sembra spingerlo in direzione opposta. La pace, ricorda, è stata per decenni il fine dichiarato della politica; il suo appello è quello di restituirle centralità e dignità storica, trasformandola da utopia fragile a scelta necessaria.
Con Il coraggio della pace, Andrea Riccardi offre quindi una riflessione attuale e urgente, un invito a resistere alla banalizzazione del conflitto e a rimettere al centro la responsabilità dell’umano nella storia. Perché la pace, conclude l’autore, non è una tregua: è un impegno.
