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Circus&Freak

Frank Lentini, l’incredibile storia dell’uomo con tre gambe che conquistò l’America

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Quando Francesco Lentini venne al mondo in Sicilia, il 18 maggio 1889, il suo corpo presentava una condizione talmente rara da destare immediatamente stupore: aveva tre gambe, quattro piedi, 16 dita dei piedi e due apparati genitali. In un’epoca nella quale una diversità fisica poteva trasformare una persona in un emarginato, quel bambino siciliano avrebbe invece attraversato l’oceano, conquistato le platee americane e trasformato ciò che gli altri consideravano una disgrazia nella caratteristica che lo avrebbe reso famoso. Il suo nome sarebbe diventato Frank Lentini, “l’uomo con tre gambe”.

La particolare anatomia di Lentini era dovuta alla presenza di un gemello parassita, conseguenza di due embrioni che durante lo sviluppo non si erano separati completamente. La gamba supplementare emergeva dal lato destro del bacino e presentava a sua volta un piccolo quarto piede all’altezza del ginocchio. Quando Francesco aveva appena quattro mesi, la famiglia lo portò da uno specialista per valutare la possibilità di amputare l’arto aggiuntivo. L’intervento venne però considerato troppo pericoloso: avrebbe potuto provocare paralisi o addirittura causarne la morte.

Crescendo, Francesco imparò a convivere con un corpo profondamente diverso da quello degli altri bambini. Le due gambe principali avevano una differenza di lunghezza di circa due centimetri e mezzo, mentre la terza era più corta di circa sette centimetri e mezzo e terminava con un piede deformato. Lentini riusciva a raddrizzare l’arto supplementare, ma non poteva utilizzarlo normalmente per camminare.

Nel paese natale suscitava contemporaneamente meraviglia e crudeltà. Alcuni lo consideravano una sorta di prodigio, altri arrivarono a chiamarlo “piccolo mostro”. La famiglia decise infine di affidarlo a una zia. Un’esperienza vissuta durante l’infanzia avrebbe però cambiato per sempre il modo in cui Francesco guardava sé stesso. I genitori lo portarono in un istituto che ospitava bambini con disabilità e lì vide ragazzi che non potevano camminare, muoversi o vivere autonomamente. Anni dopo ricordò quel momento spiegando che da allora aveva deciso di non lamentarsi della propria condizione: considerava la vita bella e voleva godersela.

Ben presto la notizia di quel bambino siciliano dalla straordinaria anatomia superò i confini dell’isola. Lentini partecipò ad alcune esposizioni internazionali e nel 1897 sarebbe apparso anche a Londra. L’anno successivo, quando aveva appena nove anni, attirò l’attenzione dell’impresario Giuseppe Magnano, che gestiva uno spettacolo itinerante. Magnano intuì immediatamente il potenziale scenico del ragazzo e convinse lui e suo padre ad affrontare il lungo viaggio verso gli Stati Uniti.

L’America di fine Ottocento era il regno dei grandi circhi e dei cosiddetti sideshow, spettacoli nei quali venivano presentate persone con caratteristiche fisiche eccezionali. Era un mondo che oggi guardiamo con occhi molto diversi, perché trasformava spesso la diversità in spettacolo. Per Lentini, tuttavia, quel palcoscenico sarebbe diventato anche lo strumento attraverso il quale costruire indipendenza, ricchezza e notorietà.

Nel 1899 il giovanissimo siciliano veniva già pubblicizzato tra le attrazioni del celebre Ringling Brothers Circus. I manifesti utilizzavano nomi destinati a incuriosire immediatamente il pubblico: “Il Siciliano con tre gambe”, “L’unico calciatore con tre gambe al mondo”, “La più grande meraviglia medica di tutti i tempi” e, più semplicemente, “Il Grande Lentini”.

Ma Francesco non si limitava a salire sul palco per essere osservato. Fece della terza gamba una parte vera e propria dello spettacolo. Calciava palloni, saltava la corda, pattinava e andava in bicicletta. Sosteneva di poter camminare, correre, saltare, cavalcare, guidare un’automobile e nuotare praticamente come chiunque altro. E proprio sul nuoto scherzava dicendo di possedere addirittura un vantaggio: utilizzava la terza gamba come un timone.

Il pubblico scoprì presto che l’aspetto fisico non era nemmeno la caratteristica più irresistibile di Lentini. Francesco possedeva intelligenza, ironia e una straordinaria capacità di rispondere alle domande più indiscrete. Durante le interviste utilizzava spesso la gamba supplementare come una sorta di sgabello sul quale appoggiarsi e rispondeva senza imbarazzo alle curiosità sulla propria anatomia, comprese quelle riguardanti la sua vita sessuale.

Una delle battute più celebri riguardava un problema apparentemente banalissimo: come faceva a comprare tre scarpe? Lentini spiegava di acquistare normalmente due paia di scarpe e regalare quella avanzata a un amico con una sola gamba. Con risposte del genere riusciva a capovolgere la situazione: chi arrivava per osservare una presunta “stranezza della natura” finiva spesso conquistato dall’uomo che aveva davanti.

Negli Stati Uniti imparò perfettamente l’inglese e costruì una carriera sempre più importante. Nel 1906 debuttò con il Barnum Circus al Madison Square Garden di New York e negli anni successivi attraversò ripetutamente Stati Uniti ed Europa. La sua fama gli permise anche di accumulare una considerevole fortuna.

La vita privata smentì inoltre molti dei pregiudizi che circondavano persone con condizioni fisiche simili alla sua. Lentini conobbe la giovane attrice Theresa Murray, la conquistò e la sposò nel 1907. La coppia ebbe quattro figli: Josephine, Natale, Francesco Jr. e Giacomo. Il matrimonio terminò nel 1935, ma Francesco si innamorò nuovamente e trascorse il resto della propria vita accanto a Helen Shupe.

Intanto continuava a esibirsi. La sua carriera attraversò decenni di storia dello spettacolo americano. Lavorò con il Ringling Brothers Circus e partecipò anche agli spettacoli legati al celebre Buffalo Bill’s Wild West. Il bambino siciliano che qualcuno aveva definito un “mostro” era diventato un professionista rispettato e una delle figure più riconoscibili dell’universo circense americano.

Continuò a viaggiare e a esibirsi praticamente per tutta la vita. Frank Lentini morì nel Tennessee nel 1966, a 77 anni, per insufficienza polmonare. Cinquant’anni dopo, nel 2016, la sua terra d’origine tornò a celebrarlo: Rosolini, in Sicilia, organizzò una manifestazione di due giorni dedicata al suo concittadino, invitando anche i discendenti della famiglia Lentini.

La sua figura è sopravvissuta anche nella cultura popolare. Nel film del 2017 The Greatest Showman, dedicato al mondo degli spettacoli circensi di P.T. Barnum, compare anche un personaggio ispirato a Frank Lentini, interpretato dall’attore Jonathan Redavid.

Ma forse l’aspetto più sorprendente della storia di Francesco Lentini non sono le tre gambe, i quattro piedi o le imprese che mostrava davanti al pubblico. È il modo in cui riuscì a vivere in un periodo storico nel quale la diversità fisica poteva significare esclusione, trasformando proprio ciò che avrebbe potuto condannarlo all’emarginazione nella chiave della propria indipendenza.

Da bambino era stato chiamato “mostro”. Da adulto attraversava l’America mentre migliaia di persone pagavano per vedere “Il Grande Lentini”.

E quando gli chiedevano come avesse sopportato una vita tanto diversa da quella degli altri, la sua risposta era sorprendentemente semplice: non aveva intenzione di trascorrerla lamentandosi. Per lui la vita era bella e valeva la pena viverla.