In Scozia aumenta in modo preoccupante il pregiudizio nei confronti delle persone con dipendenza da droghe. Secondo un sondaggio, il 45% degli scozzesi ritiene che chi è dipendente dall’eroina sia responsabile soltanto di sé stesso, mentre appena il 27% non condivide questa idea. Solo il 29% riconosce che la dipendenza possa dipendere, almeno in parte, da condizioni di vita difficili e da situazioni sociali complesse.
Il disagio e la diffidenza emergono anche nei rapporti quotidiani. Meno della metà degli intervistati, il 47%, afferma di sentirsi a proprio agio accanto a un ex eroinomane, mentre un quarto dichiara apertamente di provare disagio. Ancora più netta la chiusura verso chi sta affrontando un percorso di cura: il 49% dice che non vorrebbe vivere con una persona in trattamento per dipendenza, contro appena il 26% che si dichiara tranquillo in una situazione del genere.
Anche sul piano delle politiche da adottare, l’opinione pubblica appare divisa. Il 32% chiede pene più severe per chi consuma droghe, un altro 32% ritiene invece prioritario offrire maggiore sostegno a chi vuole smettere, mentre il 28% punta soprattutto sull’educazione e sulla prevenzione. Colpisce però che per l’80% degli scozzesi il modo migliore per aiutare un tossicodipendente sia impedirgli di assumere qualsiasi sostanza, compreso il metadone.
Rispetto agli anni passati, risulta inoltre in calo il consenso verso le politiche di riduzione del danno. Il sostegno a misure come lo scambio di siringhe è sceso dal 62% del 2001 all’attuale 50%.
In questo clima di crescente chiusura, non sorprende nemmeno il calo del favore verso la legalizzazione delle droghe. Solo il 16% si dice favorevole alla legalizzazione dell’eroina. Anche il sostegno alla legalizzazione della marijuana è diminuito sensibilmente, passando dal 37% del 2001 al 24% attuale. Perfino tra coloro che in passato hanno fatto uso di cannabis, solo il 47% si dichiara favorevole alla depenalizzazione. E se nel 2001 il 51% riteneva che i consumatori non dovessero essere perseguiti, oggi questa percentuale è scesa al 34%.






