Mercoledì 18 marzo le autorità messicane hanno arrestato Ángel Esteban Aguilar, conosciuto come “Lobo Menor”, uno dei principali leader del gruppo criminale ecuadoriano Los Lobos, inserito dagli Stati Uniti nella lista delle organizzazioni terroristiche lo scorso settembre. Entrato in Messico con una falsa identità, Aguilar è stato trasferito in Colombia, passaggio necessario prima del suo rientro in Ecuador, dove dovrà rispondere di accuse gravissime.
Secondo il ministro dell’Interno ecuadoriano, John Reimberg, Lobo Menor era ricercato soprattutto per il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio di Fernando Villavicencio, candidato alla presidenza assassinato nel 2023 durante la campagna elettorale.
L’arresto è avvenuto nel quartiere di Polanco, una delle zone più esclusive di Città del Messico. La sua presenza nel Paese riaccende i riflettori sulla rete criminale che collega Ecuador, Colombia e Messico, lungo una rotta ormai centrale per il traffico internazionale di cocaina. Da anni, infatti, le autorità della regione segnalano la collaborazione tra bande ecuadoriane e cartelli messicani: i primi gestiscono il passaggio della droga dai porti ecuadoregni, mentre i secondi controllano il tratto finale verso gli Stati Uniti, il maggiore mercato mondiale.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha salutato la cattura come un risultato importante, sostenendo che Aguilar non fosse solo legato a gruppi criminali messicani, ma anche a Iván Mordisco, capo delle dissidenze armate delle FARC che hanno rifiutato gli accordi di pace.
Resta però una domanda centrale: cosa ci faceva davvero Lobo Menor in Messico? Era in fuga o stava curando affari per conto dell’organizzazione? Le autorità, per ora, non hanno chiarito i motivi della sua presenza nella capitale messicana.
Nel caso dei Los Lobos, una delle bande più potenti e violente dell’Ecuador, diverse ricostruzioni indicano da tempo possibili legami con il Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG), uno dei gruppi criminali più forti del Messico. Secondo documenti dell’esercito messicano, il governo ecuadoriano era al corrente di questi contatti già da diversi anni. Tuttavia, la continua frammentazione del panorama criminale ecuadoregno rende difficile comprendere fino in fondo gli equilibri attuali.
Lobo Menor non è una figura secondaria. Gli investigatori lo considerano il numero due di Los Lobos, organizzazione che in passato faceva capo a Wilmer Chavarría, detto “Pipo”. Quando quest’ultimo simulò la propria morte e fuggì all’estero, il controllo del gruppo passò progressivamente proprio ad Aguilar, suo figliastro.
La sua carriera criminale affonda le radici nel passato. Nel 2013, a soli 22 anni, era stato condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio di Juan Antonio Serrano, fratello dell’allora ministro degli Interni ecuadoregno José Serrano. Nonostante ciò, negli anni successivi ottenne la libertà anticipata. I controlli imposti dalla giustizia si rivelarono inefficaci e Aguilar riuscì a sparire, lasciando il Paese.
Nel frattempo, Los Lobos si sono trasformati da gruppo scissionista a vera potenza criminale nazionale. In pochi anni hanno esteso il proprio controllo su gran parte del territorio ecuadoregno, rafforzandosi grazie al narcotraffico, alla violenza armata e al sostegno di reti criminali internazionali. Dopo la crisi esplosa nelle carceri nel 2021 e la frammentazione delle bande storiche, l’organizzazione ha consolidato il proprio potere con metodi brutali, imponendosi nei traffici di droga e nel controllo di aree strategiche, comprese alcune zone minerarie.
Secondo la Procura, Aguilar avrebbe avuto un ruolo decisivo anche nel piano per assassinare Fernando Villavicencio, giornalista e candidato presidenziale che aveva costruito la propria immagine pubblica denunciando corruzione e legami tra politica e criminalità organizzata. La sua uccisione, avvenuta il 9 agosto 2023 a Quito al termine di un comizio, segnò un punto di svolta nella crisi di sicurezza dell’Ecuador.
Dopo l’attentato, sei sospetti di origine colombiana furono arrestati, ma vennero uccisi poco dopo in carcere, portando con sé elementi cruciali per ricostruire la verità. Un altro sicario morì sul posto durante l’attacco. Da allora, il delitto Villavicencio è diventato il simbolo del collasso della sicurezza in Ecuador, un Paese precipitato in pochi anni in una spirale di violenza senza precedenti.
Con la cattura di Lobo Menor, gli investigatori sperano ora di recuperare almeno una parte di quelle risposte rimaste sepolte tra le ombre del narcotraffico, delle alleanze criminali internazionali e della guerra per il potere che sta devastando l’Ecuador.






