La regione balcanica si conferma uno dei principali snodi del narcotraffico da e verso l’Unione europea. Secondo l’ultimo rapporto di Europol sulla minaccia del crimine organizzato, il maggior numero di gruppi criminali multinazionali si concentra in Kosovo, Macedonia e Albania, mentre una parte dei proventi del traffico finirebbe anche a sostenere gruppi armati.
Il documento evidenzia come l’eroina proveniente dalla Turchia e dall’America Latina venga spesso stoccata nei Balcani prima di essere introdotta nei Paesi dell’Unione. In direzione opposta viaggiano invece sostanze chimiche prodotte in Europa, destinate ai laboratori e alle reti criminali attive nell’area balcanica.
Secondo Europol, in Kosovo, Macedonia e Albania operano numerosi gruppi criminali organizzati spesso strutturati su base etnica, e i cittadini di questi Paesi risultano sempre più coinvolti nel traffico di cocaina ed eroina.
Tra le organizzazioni più attive nel narcotraffico europeo viene indicato il cosiddetto Gruppo dell’Africa occidentale, composto soprattutto da cittadini nigeriani ma anche da membri provenienti da Paesi francofoni. Questa rete sarebbe specializzata nel traffico di cocaina, eroina, marijuana ed ecstasy.
Subito dopo, il rapporto segnala la forte presenza della mafia albanese, descritta come una struttura criminale capace di operare su vasta scala nel traffico di ogni tipo di droga.
Accanto a questi gruppi, vengono citate anche le organizzazioni criminali lituane, sempre più attive nell’Europa occidentale e settentrionale e in diverse aree dell’ex spazio sovietico.
Il quadro tracciato da Europol mostra dunque un sistema criminale sempre più internazionale, mobile e interconnesso, con i Balcani al centro delle rotte della droga che attraversano il continente.





