L’Europa si conferma il più grande mercato regionale dell’eroina, con un giro d’affari stimato in 20 miliardi di dollari, mentre la Russia è oggi il singolo Paese con il più alto consumo al mondo, pari a circa 70 tonnellate. È quanto emerge dal rapporto La globalizzazione del crimine dell’Unodc, che fotografa un traffico di droga sempre più internazionale, redditizio e destabilizzante.
A lanciare l’allarme è stato Antonio Maria Costa, direttore esecutivo dell’agenzia Onu, sottolineando il peso devastante del fenomeno in Russia: ogni anno, ha spiegato, la droga uccide tra 30 e 40 mila giovani, un bilancio drammatico che dà la misura dell’emergenza.
Il rapporto segnala anche un cambiamento importante nel mercato della cocaina in Nord America, dove si registra una contrazione dovuta sia al calo della domanda sia a una maggiore efficacia delle forze dell’ordine. Ma questa riduzione non ha indebolito i trafficanti: al contrario, ha alimentato nuove guerre tra bande criminali, soprattutto in Messico e lungo le nuove rotte del narcotraffico.
Una delle principali direttrici del traffico verso l’Europa passa oggi dall’Africa occidentale. La cocaina proveniente dall’intera costa atlantica dell’America Latina viene infatti trasferita in Europa attraverso Paesi africani sempre più esposti alla pressione delle organizzazioni criminali. Un passaggio che, secondo il rapporto, rischia di mettere in ginocchio alcune nazioni già fragili.
Uno degli aspetti più significativi emersi dallo studio riguarda però la distribuzione dei profitti. I Paesi produttori, come l’Afghanistan per l’oppio o la Colombia per la coca, continuano a essere al centro delle critiche internazionali, ma la parte più consistente del denaro si concentra altrove: nei Paesi ricchi dove la droga viene consumata.
Il caso dell’eroina afghana è emblematico. Su un giro d’affari globale stimato in 55 miliardi di dollari, solo una piccola parte, circa il 5 per cento, resta nelle mani dei contadini afghani, dei trafficanti locali e degli insorti. Lo stesso accade per la cocaina: dei 72 miliardi di dollari generati dal mercato nordamericano ed europeo, circa il 70 per cento dei profitti finisce ai trafficanti di medio livello attivi nei Paesi di destinazione, non nelle aree di coltivazione delle Ande.
In altre parole, il vero cuore economico del narcotraffico non si trova solo nei luoghi in cui la droga viene prodotta, ma soprattutto in quelli in cui viene venduta, distribuita e consumata. Ed è proprio lì che si concentra la parte più ricca e potente del sistema criminale globale.






