Nel gennaio 2018, in occasione della festa tradizionale della Giöbia (ultima giovedì di gennaio), un episodio clamoroso scosse la scena politica italiana. A Busto Arsizio, in provincia di Varese, il movimento “Giovani Padani” della Lega mise in scena un falò pubblico con un fantoccio raffigurante Laura Boldrini, allora presidente della Camera. L’atto provocatorio fu accompagnato da slogan contro le politiche migratorie e commenti offensivi. Radio Popolare

L’iniziativa, presentata dai responsabili locali come un’estensione della tradizione della Giöbia, suscitò immediate condanne. Numerosi quotidiani titolarono: “Fantoccio Boldrini bruciato a Busto Arsizio, uno schifo che Salvini chiama ‘sciocchezza’”. Il Fatto Quotidiano La stessa Laura Boldrini denunciò il gesto sui social, scrivendo che “le parole d’odio non sono mai solo parole” e chiedendo che Matteo Salvini si dissociasse pubblicamente. Sky TG24

Secondo le cronache, sul fantoccio furono incollati slogan tipo “Costa Discordia” e “Offerta irripetibile – Boldrinia viaggi: viaggio della risorsa all-inclusive – 35 euro al giorno – solo andata, destinazione Africa”. RaiNews Fonti giornalistiche riportarono che altri manichini — raffiguranti Donald Trump e Paolo Gentiloni — furono anch’essi bruciati nel contesto dello stesso falò. Sky TG24

Dopo lo scoppio dello scandalo, il coordinamento nazionale del Movimento Giovani Padani emise una nota di dissociazione: definì il gesto un’azione non rappresentativa del movimento nazionale e annunciò provvedimenti disciplinari contro i responsabili locali. RaiNews I vertici leghisti locali e provinciali, invece, tentarono di minimizzare, parlando di “goliardia giovanile” legata alle tradizioni locali di bruciare un fantoccio nella ricorrenza invernale. RaiNews

Matteo Salvini, interrogato sull’episodio, lo definì “una sciocchezza” e attribuì la responsabilità locale a dinamiche proprie di una festa popolare. Sky TG24 Esponenti del Partito Democratico e altre forze politiche reagirono con dure critiche, affermando che un gesto simile non poteva essere ignorato come semplice folklore, dato il potenziale simbolico e intimidatorio. Sky TG24

Quell’episodio è spesso citato come un esempio del livello di aggressività simbolica nella politica italiana. Il gesto del fantoccio bruciato, da molti interpretato come una forma estrema di dialettica politica, rappresentava molto più che opinione: era un atto simbolico potente, una manifestazione visiva dell’odio, della polarizzazione e dell’uso della violenza verbale e simbolica nei confronti di una figura istituzionale.

Il Coordinamento Donne CGIL Toscana, ad esempio, condannò l’atto definendolo una “violenza estrema”, e sottolineò come il tentativo di legittimarlo tramite tradizioni locali fosse una forma di strumentalizzazione politica. CGIL Toscana

Perché è importante ricordare

  • Simboli che contano: il potere di un gesto visivo — come bruciare un’immagine pubblica — supera spesso le parole, creando memoria collettiva.

  • Normalizzazione della violenza politica: quando episodi come questo non sono trattati con fermezza, si rischia di legittimare una retorica aggressiva nei confronti di avversari.

  • Responsabilità istituzionali: l’episodio mostra come atti simbolici, nel contesto politico, richiedano risposte di responsabilità e non semplici minimizzazioni.

  • Ripetibilità: la strategia simbolica del fantoccio bruciato è potenzialmente replicabile, soprattutto in contesti di tensione sociale, come strumento di intimidazione.

Bruciare un fantoccio, nella tradizione popolare, è un rito apotropaico per scacciare il male. Trasportato nel campo politico diventa però un gesto di violenza simbolica: si “uccide” l’avversario per delegittimarlo, alimentando una narrazione di nemico da annientare, piuttosto che interlocutore con cui confrontarsi. Per tale motivo va condannato.

Lasci stare Presidente Meloni… fare il “giochetto a chi più è stato cattivo” non regge e non serve. La violenza va condannata, di qualunque matrice sia. Però se proprio vuole giocare… mi permetto di fare un breve e NON esaustivo “tour” nella memoria di quando, recentemente, la destra è stata “dispensatrice” di amore…

  • Violenza storica / terrorismo neofascista
    Negli anni ’70-’80 molte stragi e atti terroristici furono perpetrati da gruppi neofascisti o di estrema destra. Due esempi noti:
      • La strage di Piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974, attribuita all’Organizzazione Ordine Nuovo (neofascista), che provocò 8 morti e oltre 100 feriti.
      • La strage di Bologna del 2 agosto 1980, un attentato contro la stazione centrale con 85 morti e oltre 200 feriti, ad opera dei Nuclei Armati Rivoluzionari, gruppo neofascista.

Fatti recenti:

  • Aggressione a studente di sinistra
    Il 19 maggio 2023, al Liceo Augusto di Roma, uno studente iscritto a gruppi di sinistra è stato aggredito da militanti di Blocco Studentesco (organizzazione di estrema destra). È stato schiaffeggiato mentre entrava a scuola e minacciato di ulteriori ritorsioni. il manifesto
  • Assalto alla CGIL (Roma, 9 ottobre 2021) – area Forza Nuova
    La sede nazionale della CGIL viene devastata durante le proteste No-Green Pass. Figure di spicco dell’area forzanovista (Roberto Fiore, Giuliano Castellino) e altri imputati sono state condannate in primo grado (fino a 8 anni) per devastazione e saccheggio, resistenza e altri reati. la Repubblica

  • Sparatoria razzista a Macerata (3 febbraio 2018) – Luca Traini
    Traini apre il fuoco contro persone di origine africana, ferendo sei passanti. Condannato a 12 anni; la Cassazione (2020) ha confermato la condanna con aggravante dell’odio razziale. (L’episodio non è organizzato da un gruppo, ma è diventato emblematico del clima dell’ultradestra). movimentandociaverona.files.wordpress.com

  • Irruzione di estrema destra a “Como Senza Frontiere” (Como, 28 novembre 2017) – Veneto Fronte Skinheads
    Un gruppo fa irruzione leggendo un proclama minaccioso contro attivisti pro-migranti. In primo grado vi sono condanne per violenza privata aggravata (2022). In appello (2023) alcuni imputati sono stati assolti: vicenda giudiziaria complessa e non definitiva per tutti i capi.

  • Aggressione a manifestanti antifascisti (Bari, 21 settembre 2018) – area CasaPound
    Dopo un corteo, un gruppo assalta attivisti di sinistra: la magistratura parla di “squadrismo di matrice fascista”; condanne anche per minori coinvolti. Sky TG24

  • Occupazione di lungo corso della sede di CasaPound (Roma, via Napoleone III) – esiti penali
    Nel 2023 il tribunale di Roma ha inflitto 10 condanne (2 anni e 2 mesi) a militanti per occupazione abusiva aggravata dello stabile; disposto risarcimento all’Agenzia del Demanio. (Vicenda distinta da episodi di violenza, ma significativa del contenzioso penale attorno all’organizzazione). ANSA.it

Di Gianni Leone, fondatore

Essere antipatico è una vocazione. Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”.