Maldivita è l’album d’esordio da solista di Plant, pubblicato per M.A.S.T./Believe. Un progetto intenso e autentico, anticipato dalla title track, che segna una nuova tappa nel percorso artistico del giovane cantautore pugliese, classe 1999, già conosciuto come membro fondatore de La Sad.
Con Maldivita, Plant abbandona ogni filtro e costruisce un racconto lucido e dolorosamente reale su una società iperconnessa e distratta, capace di condividere tutto ma incapace di sentire davvero. È una riflessione sulla generazione che vive online, dove le emozioni vengono filtrate dai social e persino la sofferenza deve essere “estetica” per sembrare autentica.
“Maldivita è la malattia della nostra generazione. È la febbre costante di un’epoca che ha paura di fermarsi, perché se ci fermiamo davvero rischiamo di sentirci. È vivere circondati da tutto senza riuscire a viversi niente”, racconta Plant, spiegando il significato profondo del titolo.
Il disco affronta anche il tema della depressione con un linguaggio diretto e crudo, lontano da qualsiasi retorica. “Non è tristezza, è un deserto che ti inghiotte anche se tutti pensano che stai bene”, afferma l’artista, che trasforma la propria fragilità in una forma di resistenza. Maldivita diventa così un grido di consapevolezza, un modo per dire che la vulnerabilità non è una debolezza ma una possibilità di contatto autentico con se stessi e con gli altri.
Nel suono, il progetto miscela pop alternativo, elettronica e introspezione urbana, mantenendo quella tensione emotiva che caratterizza lo stile di Plant fin dagli inizi. I testi oscillano tra rabbia e malinconia, mentre la produzione – firmata da Mike Defunto e Sterza – crea un paesaggio sonoro contemporaneo, dove la melodia incontra la distorsione, e il silenzio pesa quanto la parola.
Il singolo Maldivita anticipa l’album e ne sintetizza perfettamente il senso: un viaggio interiore dentro l’apatia collettiva, un racconto personale che diventa generazionale.
Plant arriva a questo debutto dopo anni di intensa attività artistica. Dai contest di freestyle a 15 anni ai primi singoli dopo il trasferimento a Milano, dal blu come colore dell’anima ai successi con La Sad, la sua storia è quella di un ragazzo che ha trasformato la rabbia e la vulnerabilità in forza creativa. Originario di Altamura, ha vissuto il passaggio dal piccolo sud al caos metropolitano, fino al palco di Sanremo con La Sad, esperienza che lo ha consacrato come una delle voci più riconoscibili della nuova scena alt pop italiana.
Dopo quattro anni di condivisione artistica, Plant sceglie di ripartire da sé. Con i singoli Piccolo Me, Come l’Aria e Messaggio d’Addio (feat. Sally Cruz), ha tracciato il percorso che conduce a Maldivita, un album che rappresenta la piena maturità del suo linguaggio e della sua identità musicale.
Un esordio che parla di solitudine e rinascita, di identità e ricerca di senso, e che segna l’inizio di un nuovo capitolo per un artista che ha deciso di guardare dentro di sé per ritrovare la verità del sentire umano, anche in un mondo che sembra averla dimenticata.
Crediti singolo:
Autore: Plant
Compositori/Producer: Mike Defunto, Sterza
Foto: Onofrio Petronella
