Strasburgo, 12 novembre 2025 – Le autorità rumene hanno compiuto passi significativi nella lotta contro la tratta di esseri umani, ma sono necessari ulteriori sforzi per proteggere i gruppi vulnerabili, identificare e assistere le vittime e punire i responsabili. È quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato dal Gruppo di esperti sulla lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) del Consiglio d’Europa.

Il documento valuta le misure adottate dalla Romania dal 2021 per prevenire che le persone vulnerabili cadano vittime della tratta, per individuare e sostenere le vittime e per sanzionare i colpevoli. Un’attenzione particolare è rivolta all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) da parte dei trafficanti per adescare e sfruttare le vittime, ma anche al loro impiego da parte delle forze dell’ordine per contrastare questo crimine.

GRETA accoglie con favore le recenti modifiche legislative che inaspriscono le pene per la tratta e migliorano l’accesso delle vittime all’assistenza legale e ai risarcimenti. Tra gli sviluppi positivi figurano anche l’adozione della nuova Strategia nazionale contro la tratta di esseri umani (2024-2028) e la creazione di un Comitato interministeriale di coordinamento strategico intersettoriale.

Nonostante ciò, la Romania resta prevalentemente un Paese di origine per le vittime di tratta, pur diventando sempre più anche una destinazione. Tra il 2020 e il 2024, le autorità rumene hanno identificato 2.662 vittime, quasi la metà delle quali minorenni. La forma più diffusa di sfruttamento è quella sessuale, seguita dal lavoro forzato, dall’accattonaggio e dallo sfruttamento in attività criminali. La maggior parte delle vittime sono cittadini rumeni, sfruttati all’interno del Paese o trasferiti in altri Stati europei, tra cui Regno Unito, Germania, Italia, Francia e Spagna.

Il rapporto evidenzia che i bambini appartenenti alle comunità rom, quelli in istituti di accoglienza e i minori in strada sono particolarmente vulnerabili alla tratta. Poiché molte vittime provengono da contesti di istituzionalizzazione, GRETA raccomanda di potenziare i servizi di protezione dell’infanzia e di implementare programmi sociali ed economici di sostegno ai minori a rischio.

Il documento richiama inoltre l’attenzione sulla mancata tutela delle persone con disabilità che vivono in centri residenziali, chiedendo un monitoraggio regolare, efficace e indipendente di tali strutture.

Un’altra area di preoccupazione riguarda l’aumento dei lavoratori migranti, in particolare provenienti dal Sud-est asiatico, spesso esposti a sfruttamento lavorativo a causa di barriere linguistiche, pratiche di reclutamento ingannevoli e scarsa protezione. GRETA invita le autorità rumene a rafforzare la protezione del lavoro, introdurre un sistema di licenze per le agenzie di collocamento e vigilare sulle offerte di lavoro online fraudolente.

Il gruppo di esperti apprezza l’adozione, nel 2023, del Nuovo Meccanismo Nazionale per l’Identificazione e il Rinvio delle Vittime di Tratta, ma sottolinea che permangono ostacoli all’individuazione proattiva delle vittime, dovuti alla carenza di formazione tra gli operatori e alla mancanza di ispettori del lavoro. È inoltre necessario migliorare l’assistenza garantendo alloggi sicuri, finanziamenti adeguati e accesso ai servizi sanitari.

Negli ultimi anni, la tratta si è spostata sempre più online, anche attraverso piattaforme di sex video chat. Per contrastare il fenomeno, la polizia rumena ha avviato campagne di sensibilizzazione sui rischi dello sfruttamento digitale, programmi di formazione per agenti e magistrati e utilizza software forensi per individuare i casi di sfruttamento sessuale online. GRETA incoraggia la Romania a continuare a investire in strumenti digitali, formazione e cooperazione con le aziende ICT per indagini più efficaci.

Tra il 2020 e il 2024, 764 persone sono state condannate per reati di tratta. GRETA raccomanda di rafforzare la formazione e la specializzazione di investigatori, magistrati e giudici, al fine di evitare la riqualificazione dei reati in accuse meno gravi, e di ridurre la durata eccessiva dei processi. Il rapporto segnala inoltre casi di coinvolgimento di funzionari pubblici in attività di tratta, sollecitando un controllo più severo.

Infine, pur registrando un aumento delle vittime che hanno ottenuto risarcimenti giudiziari, GRETA nota che solo poche di esse ricevono effettivamente le somme dovute, poiché i beni confiscati ai trafficanti non sono sempre destinati ai risarcimenti. Il gruppo di esperti invita quindi le autorità a modificare la legislazione per consentire alle vittime di sfruttamento sessuale di reclamare i proventi che i trafficanti hanno trattenuto a loro danno.

Il Gruppo di esperti sulla lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) è un organo indipendente del Consiglio d’Europa che monitora l’attuazione della Convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Tutti i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, oltre a Bielorussia e Israele, sono vincolati alla Convenzione.

Di Redazione

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