Altro che fantascienza: gli squali nei vulcani esistono davvero. A rivelarlo è Sharkcano, il documentario firmato National Geographic e trasmesso durante lo Sharkfest, che racconta uno dei fenomeni più affascinanti e misteriosi del mondo marino: squali che nuotano e cacciano all’interno di vulcani sottomarini attivi.

La spedizione guidata dall’oceanografo Brennan Phillips ha portato il team nelle remote Isole Salomone, dove sorge il vulcano Kavachi. Approfittando di un momento di inattività, i ricercatori hanno potuto calare strumenti e telecamere nel cratere. Le immagini hanno lasciato senza parole: squali martello e squali seta nuotavano tranquillamente nelle acque bollenti e acide del vulcano, come se quell’habitat estremo fosse la cosa più naturale del mondo.

“L’idea che grandi predatori possano vivere dentro la caldera di un vulcano che erutta regolarmente mette in discussione ciò che pensavamo di sapere”, ha spiegato Phillips.

Secondo Michael Heithaus, professore alla Florida International University, non si tratta solo di vulcani attivi: “I vulcani creano habitat unici. Senza di loro non avremmo barriere coralline o terre emerse. E questo significa che molte specie, squali compresi, non avrebbero zone dove vivere e cacciare”.

Gli “sharkcano” non si limitano a Kavachi. Altri esempi sono stati documentati nell’Oceano Indiano, vicino a Réunion, dove gli squali toro sfruttano le acque turbolente per tendere imboscate, e al largo dell’isola di Guadalupe, in Messico. In tutti i casi, i vulcani arricchiscono le acque di nutrienti, attirando pesci e creando veri e propri paradisi per i predatori.

La lezione che arriva da Sharkcano è semplice ma potente: gli squali non sono solo sopravvissuti agli oceani per milioni di anni, ma hanno saputo adattarsi persino a scenari che sembrano impossibili per la vita. E questi ecosistemi straordinari, nati dall’incontro tra fuoco e acqua, ci ricordano quanto fragile e prezioso sia l’equilibrio del nostro pianeta.