Il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha presentato le sue osservazioni scritte nel caso Associazione dei Giovani Avvocati Georgiani e altri contro Georgia, attualmente all’esame della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

La causa è stata avviata da 120 organizzazioni della società civile, 16 testate giornalistiche e quattro individui e riguarda la Legge sulla trasparenza dell’influenza straniera, adottata in Georgia nel 2024. Tale normativa impone alle organizzazioni della società civile e ai media che ricevono oltre il 20% dei propri finanziamenti dall’estero di registrarsi come “organizzazioni al servizio degli interessi di una potenza straniera”.

Nel suo intervento in qualità di terzo, il Commissario O’Flaherty osserva che l’adozione di questa legge si inserisce in un quadro più ampio di restrizioni alle libertà di espressione e di associazione in Georgia. Egli sottolinea inoltre che le disposizioni della legge potrebbero non essere compatibili con i criteri di legalità, legittimità, necessità e proporzionalità, come previsti dagli articoli 10(2) e 11(2) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che tutelano rispettivamente la libertà di espressione e quella di associazione.

Il Commissario mette anche in evidenza come diversi aspetti della legge finiscano per minare l’obiettivo dichiarato di garantire la trasparenza dei finanziamenti provenienti dall’estero alle organizzazioni della società civile. Secondo O’Flaherty, l’effetto concreto della legge è quello di stigmatizzare e ostacolare il lavoro delle ONG e dei media indipendenti, piuttosto che aumentare la trasparenza, incidendo negativamente sul pluralismo democratico e sullo spazio civico in Georgia.

Di Redazione

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