Questa tavola di G. Karloff rappresenta un esempio maturo di digital art eseguita interamente a mano su tavoletta grafica, dove gesto, luce e simbolismo si fondono in una visione profondamente umana.
L’opera raffigura una figura alata che si innalza verso una sfera nera e luminosa, simbolo della conoscenza e del desiderio di elevazione. La scelta del nero non è casuale: per Karloff la conoscenza non è sempre luce, ma può essere oscura, enigmatica, persino pericolosa. È un sapere che attrae e consuma, una verità che illumina e brucia allo stesso tempo.
In questa tensione, l’artista evoca il mito di Icaro, ma lo reinterpreta in chiave contemporanea. L’attenzione non è rivolta alla caduta, bensì all’istante dell’ascesa, quando l’impulso di superare i limiti diventa atto di coraggio e di libertà.
Dal punto di vista tecnico, il lavoro nasce da una pittura digitale diretta, eseguita manualmente con penna sensibile alla pressione. Karloff utilizza pennelli digitali che imitano la densità e la risposta della pittura a olio, creando un corpo vibrante e realistico, attraversato da una luce calda e drammatica che modella la figura e ne sottolinea la tensione fisica e spirituale.
Nella fase finale, l’artista interviene con ritocchi e velature digitali, bilanciando luci e ombre e applicando una texture che richiama la carta o la tela. Questo trattamento restituisce alla superficie una presenza tattile e pittorica, trasformando il supporto digitale in un’estensione della materia tradizionale.
Con L’angelo, G. Karloff rinnova il linguaggio della pittura figurativa attraverso la sensibilità della digital art.
L’opera diventa così una riflessione sul limite e sulla sete di conoscenza, sulla bellezza e il rischio dell’elevazione. La sfera nera, simbolo della verità nascosta, ci ricorda che anche la luce più pura nasce dal confronto con l’ombra.
