A Venezia il convegno organizzato da Soft Power Club e sostenuto da Proger
Rutelli: “A noi spetta il compito di capire come tutelare il nostro patrimonio culturale”
“Non è più il tempo di attendere, è quello di agire. Nisi caste, caute, dicevano i Latini: se non puoi essere casto, almeno sii cauto. Così oggi per noi. Il clima è cambiato, incontestabilmente e dati alla mano. Dobbiamo trasformarci, con le strategie della nuova ingegneria e del monitoraggio predittivo.”
Con queste parole Marco Lombardi, CEO di Proger, prima società italiana indipendente di ingegneria, ha aperto il suo intervento al convegno “Strategie di adattamento per un cambiamento climatico che non aspetta: ingegneria per i territori e per il patrimonio culturale”, organizzato da Soft Power Club e sostenuto da Proger, alla Biennale di Venezia.
L’incontro ha riunito ingegneri, imprenditori, esperti di ICT e filosofi in un ampio confronto sul ruolo della tecnologia, della scienza dei materiali e del pensiero umanistico come chiavi per affrontare la sfida climatica.
“Adattare città, imprese e patrimonio culturale”
Francesco Rutelli, presidente di Soft Power Club, ha ricordato che gli italiani furono gli inventori della città e degli acquedotti, e che oggi la responsabilità del Paese è mantenere viva quella tradizione di ingegno e civiltà:
“A noi spetta comprendere come poter adattare città e imprese e, soprattutto, il patrimonio culturale ai cambiamenti climatici del pianeta.”
Nel suo intervento, il ministro per l’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha posto l’accento sulla doppia sfida energetica e idrica: da un lato la necessità di rispondere a un fabbisogno energetico in crescita, dall’altro la gestione intelligente dell’acqua, tra piogge sempre più abbondanti e siccità ricorrenti.
“Senza manutenzione non c’è futuro”
Il tema della gestione idrica è stato approfondito da Erasmo D’Angelis, presidente della Earth Water Agenda Foundation:
“Senza controllo degli eccessi idrici e senza un ripensamento e una manutenzione di acquedotti e dighe non c’è futuro.”
A sottolineare l’urgenza di un nuovo modello urbano è stata Federica Brancaccio, presidente dell’ANCE:
“La rigenerazione urbana è modernità. Chiediamo alle istituzioni regole nuove e fondi certi per affrontare la sfida che siamo pronti a sostenere con competenza e responsabilità.”
L’intelligenza artificiale e la prevenzione delle catastrofi
L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale rappresentano oggi il cuore della ingegneria predittiva.
“Attendere che le catastrofi si verifichino per poi intervenire è troppo costoso e inutile,” ha dichiarato Alberto Tripi, presidente di Almaviva, gruppo leader dell’ICT. “Oggi siamo spesso in grado di capire cosa accadrà prima che accada. Questo significa salvare vite umane, patrimoni e risorse economiche.”
La scienza e la manutenzione delle infrastrutture
Giulio Boccaletti, direttore scientifico del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, ha ribadito che la risposta al cambiamento climatico deve passare per la competenza e la ricerca scientifica.
A dare concretezza al tema è stata Paola Darò, ingegnere del consorzio Proger Mens-Sacertis, che ha ricordato l’enorme quantità di infrastrutture costruite nel dopoguerra — reti ferroviarie, autostrade, ponti e gallerie — oggi bisognose di manutenzione.
“Le opere hanno una vita utile. Un programma di manutenzione efficace può allungarla, prevenendo tragedie e costi.”
Adattarsi al nuovo clima, agire subito
Chicco Testa, vicepresidente di Proger, ha concluso sottolineando che la sfida dell’adattamento non può più essere rinviata:
“Non importa se il cambiamento climatico sia opera dell’uomo o parte di un ciclo naturale. Dobbiamo capire come intervenire per adattare noi stessi, le nostre opere e la nostra salute a un clima che è già cambiato.”
A chiudere i lavori, il presidente della Fondazione Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che ha voluto sottolineare il valore culturale e umano del confronto:
“Idee, riflessione, dialogo e progetti: la Biennale si apre a una filosofia della natura e della tecnologia che ci aiuti a vivere in un mondo nuovo. E, soprattutto, fedeli al vecchio adagio: meno avvocati, più ingegneri.”






