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Pathos Distribution – Il ritorno del cinema breve in sala: un viaggio tra nuove voci, storie e visioni

Il cortometraggio torna protagonista nelle sale italiane grazie a Pathos Distribution, che rinnova il proprio impegno nel promuovere il Cinema Breve come forma artistica autonoma, viva e necessaria.
Due appuntamenti a Roma – venerdì 14 novembre al Cinema Parrot e mercoledì 3 dicembre al Cinema Don Bosco – per un’esperienza che riporta il corto sul grande schermo, accompagnato da autori, cast e produttori.

Un’occasione preziosa per riscoprire un linguaggio troppo spesso confinato ai festival o alle piattaforme digitali, ma che racchiude, nella sua sintesi, una forza narrativa e poetica unica.

Il cinema breve come atto di libertà

Ogni cortometraggio selezionato da Pathos Distribution è una piccola opera-mondo, un frammento di vita capace di racchiudere universi.
Tra i titoli in programma:

  • Goodbye Baghdad di Simone Manetti, un racconto intimo e politico sulla memoria e l’appartenenza;

  • In the Box di Francesca Staasch, un’opera che trasforma il formato quadrato in metafora di costrizione e dolore;

  • A domani di Emanuele Vicorito, tra i corti più premiati dell’anno, un inno alla speranza e alla libertà;
    insieme a tanti altri, da I 12 passi di Fabrizio Denaro a Raana di Ahmad Monajemi, Free Spirits di Fabius De Vivo e Stringimi di Filippo Da Ros, testimonianza di un panorama ricco, coraggioso e multiforme.

Ogni proiezione sarà seguita da incontri e dialoghi con i registi, per creare un momento di confronto reale tra chi il cinema lo fa e chi lo vive.

L’urgenza del cortometraggio

Per Emanuele Pisano, fondatore di Pathos Distribution, riportare i corti in sala non è solo una scelta culturale, ma un gesto di coerenza e di passione:

“Il cortometraggio è una forma di cinema completa. Non è un esercizio o un passaggio intermedio, ma un linguaggio autonomo, urgente, necessario. Portarlo in sala significa restituire al cinema la sua verità, educare il pubblico a riconoscerne il valore.”

Un pensiero condiviso da Roberto Urbani, che sottolinea il valore civile dell’iniziativa:

“Abbiamo la responsabilità di far arrivare storie nuove e difficili a più spettatori possibile, di ricordare cosa significa guardare un film per capire un po’ di più il mondo.”

E da Maurizio Ravallese, che rimette al centro il senso collettivo dell’esperienza cinematografica:

“Non di soli festival può vivere un cortometraggio. È necessario creare spazi dove il pubblico possa vederli, discuterli, sentirli come parte della propria cultura.”

Un nuovo spazio per la visione

Pathos Distribution, con questo progetto, vuole costruire una comunità di spettatori consapevoli e curiosi, che vedano nel cinema breve non una parentesi ma un punto d’arrivo, un territorio libero dove sperimentare, riflettere e incontrarsi.
Distribuire in sala è una sfida, ma anche un atto politico: un modo per difendere il cinema come luogo fisico, condiviso, umano.

In un tempo in cui tutto è rapido e frammentato, il cortometraggio torna così ad essere ciò che è sempre stato: un concentrato di emozione, coraggio e verità.
E Pathos Distribution lo riporta dove merita di stare: davanti a uno schermo, con le luci spente, e gli occhi aperti.

Redazione
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