Mentre Torino vive l’euforia della settimana delle Nitto ATP Finals, con le partite sul centrale e il fermento del Fan Village, c’è un’altra partita che si gioca lontano dai riflettori. Una partita silenziosa, fatta di pazienza, coraggio e sorrisi da proteggere. È quella che Tennis & Friends ha scelto di raggiungere entrando nelle corsie del Regina Margherita e dell’Istituto di Candiolo–IRCCS, portando con sé racchette, palline, campioni e un gesto semplice: esserci.
Questa mattina il team di “Tennis & Friends in Corsia”, insieme agli insegnanti federali della FITP e a Lorenzo Sonego, ha attraversato le porte del Regina Margherita con la stessa emozione con cui si entra in un luogo sacro. I bambini del reparto oncologico li aspettavano con occhi che chiedono normalità, gioco, un po’ di libertà. E in quei corridoi, tra letti e flebo, un piccolo scambio di palline è diventato un pretesto per ridere, per sentirsi di nuovo leggeri.
Nel pomeriggio il viaggio è proseguito a Candiolo, dove gli adulti in terapia hanno accolto Sonego come si accoglie un amico. Non è il tennis in sé a fare la differenza, ma il gesto. La presenza. La possibilità di vivere un’ora diversa, condivisa, a cui aggrapparsi come si fa con le cose buone.
Per Tennis & Friends, che da anni porta avanti il suo messaggio di prevenzione e solidarietà, queste visite rappresentano l’anima più autentica del progetto: quando lo sport esce dai campi e diventa una mano sulla spalla.
Il presidente Giorgio Meneschincheri lo ha ricordato con parole semplici, quasi intime. Ha detto che negli occhi delle persone incontrate oggi ha visto una forza enorme, e che è proprio per loro che questo progetto esiste. Ogni sorriso – ha raccontato – è un frammento di cura che lo sport riesce a regalare senza chiedere nulla in cambio.
Michelangelo Dell’Edera, che ha guidato gli insegnanti in corsia, ha parlato con entusiasmo di un’idea che non vuole restare episodica. L’obiettivo è tornare, restare, diventare parte del percorso. Permettere ai bambini di allenarsi anche in ospedale, una volta alla settimana, e poi seguirli fuori, garantendo che possano giocare gratuitamente nelle scuole federali. È una promessa di continuità, non una visita spot: un modo per dire “siamo qui, e ci saremo”.
Parole toccanti sono arrivate anche da Franca Fagioli, direttrice dell’Oncoematologia pediatrica del Regina Margherita, che ha visto nei bambini la voglia di sapere come continuare a muoversi, a fare sport anche dopo le terapie. Segno che l’iniziativa è arrivata nel punto giusto.
Per Lorenzo Sonego la giornata è stata un regalo personale. Con la sua naturalezza ha portato serenità tra i pazienti, e alla fine ha raccontato di essere lui, forse, quello più arricchito dall’incontro. Visitare Candiolo – ha detto – è stato un onore. Un’emozione che va oltre le partite e la classifica.
E poi c’è l’orgoglio del territorio. Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, lo ha espresso chiaramente: vedere un campione torinese accanto a un’istituzione come l’Istituto di Candiolo, per portare energia e vicinanza ai pazienti, è qualcosa che va oltre il simbolico. È la dimostrazione che il cuore della comunità si muove.
La giornata di oggi, con le sue due tappe e decine di incontri, mostra cosa significhi davvero Tennis & Friends: una rete di persone, professionisti e campioni che non si limitano a parlare di salute, ma la portano dove serve, con delicatezza e determinazione.
Il progetto cresce anche fuori dagli ospedali: il Fan Village ospita l’Area Salute, un luogo in cui centinaia di persone ogni giorno ricevono visite gratuite e consigli. E nei prossimi giorni, con Tennis & Friends Incontra, medici, giornalisti e sportivi racconteranno come la prevenzione non sia un obbligo, ma un gesto d’amore verso se stessi.
Tennis & Friends, nel suo quindicesimo anno, continua così a intrecciare sport, benessere e umanità.
E oggi, tra una risata in corsia e un palleggio improvvisato, ha ricordato che lo sport sa fare miracoli semplici: entrare dove serve e portare luce.
