Benvenuto nel tuo nuovo hobby: sopravvivere con dignità discutibile mentre creature dall’alito tragico cercano di trasformarti in un pasto veloce. Il mondo è finito, le regole pure, e tu sei rimasto solo con un obiettivo chiaro: non diventare un buffet ambulante.
La prima cosa che devi fare è trovare una casa. Non un castello, non una base militare, non la villa di lusso con spa: ti basta una struttura che non collassi se qualcuno appoggia un dito contro il muro. Se ha anche una cantina, ti meriti un premio, perché potrai scavare tunnel sotterranei che faranno sembrare la tua vita una missione segreta… anche se in realtà ti stai solo nascondendo dalla prima cosa rumorosa che senti.
Dopo esserti appropriato della tua nuova “dimora di emergenza”, arriva il momento di fare ciò che ogni persona sensata dovrebbe fare: mettere barriere tra te e la morte certa. Costruisci muri, pareti, recinzioni e tutto ciò che può rallentare qualunque creatura desiderosa di assaggiarti. Non importa se la tua architettura ricorda vagamente un’opera di arte moderna incomprensibile: se regge, va bene.
Ora parliamo della parte divertente: le trappole.
Le punte di legno? Un classico intramontabile, come la pizza o le cattive decisioni. Tre strati sono accettabili. Cinque sono rispettabili. Dieci indicano che stai iniziando a perdere il controllo, ma hey, funziona.
Le punte di tronco invece sono più sofisticate: meno danno, ma più resistenza. Un po’ come passare da una mazza a un coltello: diverso, ma ugualmente soddisfacente.
E poi c’è il filo spinato: quello non delude mai. Ferma zombie, scoraggia amici curiosi e fa sembrare la tua base come un club esclusivo dove l’ingresso è vietato ai vivi e ai morti.
Naturalmente non puoi vivere di sola paranoia: ti servono rifornimenti. Cibo, acqua, materiali, medicine e soprattutto casse dove accumulare tutto senza che esploda al primo errore. Per sicurezza, metti tutto sottoterra: niente si rompe lì… a parte la tua sanità mentale mentre scavi.
Infine, rimane l’aspetto più tragico della sopravvivenza: proteggere i tuoi amici. Quelli che aprono porte a caso, sprecano munizioni sparando alle ombre e finiscono costantemente nelle trappole che tu stesso hai costruito. Abbi pazienza. Controlla la base. Accendi torce ovunque. E quando arriva il caos, ricorda che le trappole faranno l’80% del lavoro, mentre tu penserai al restante 20% fatto di grida, panico e fughe strategiche (non è codardia, è “ripiegamento tattico”).
Alla fine di tutto, se riesci a superare anche solo una giornata senza essere trasformato in un antipasto, sei già un campione.
