Coltivare un orto è un gesto semplice e antico che restituisce molto più di ciò che richiede. È un modo per prendersi cura del proprio tempo, del proprio spazio e di qualcosa che cresce grazie alla nostra attenzione. Per cominciare, non serve avere un grande terreno né conoscenze tecniche particolarmente avanzate: bastano curiosità, pazienza e un po’ di metodo. Una delle prime scelte riguarda lo spazio. Meglio iniziare da una superficie ridotta che si è certi di riuscire a seguire con regolarità. La luce è fondamentale: quasi tutti gli ortaggi amano il sole diretto per molte ore al giorno, quindi conviene evitare angoli troppo ombreggiati o vicino a muri e alberi che creano ombre e competizione per l’acqua. Un’ottima soluzione per facilitare la crescita delle piante è l’uso delle aiuole rialzate: migliorano il drenaggio, scaldano prima il terreno e rendono più semplice ogni operazione.
Il pomodoro è spesso il protagonista dell’orto. Si pianta quando il terreno è già caldo e non c’è più rischio di gelate. Le varietà nane occupano meno spazio, mentre quelle più alte richiedono tutori e una distanza maggiore. A prescindere dal tipo scelto, i pomodori necessitano di molta acqua, soprattutto nei mesi più caldi, e in vaso vanno controllati giornalmente. Si raccolgono quando il colore è pieno e uniforme, un dettaglio che in estate cambia anche nell’arco di una sola giornata.
Il granturco dolce ama il calore e si semina quando la stagione è ormai sicura. Cresce meglio se coltivato in più file vicine, così da favorire una buona impollinazione. Le pannocchie maturano nel giro di due o tre mesi e si staccano con un movimento deciso verso il basso. I ravanelli, al contrario, sono tra gli ortaggi più rapidi e soddisfacenti: richiedono un terreno soffice e un’irrigazione costante, perché se si seccano diventano duri e piccanti. Anche la raccolta deve essere tempestiva, perché maturano molto in fretta.
Le carote preferiscono un terreno profondo, privo di sassi e radici che potrebbero deformarle. Amano le irrigazioni regolari e si estraggono semplicemente tirando il ciuffo verde quando raggiungono la dimensione desiderata. I piselli, invece, danno il meglio in terreni ricchi ma ben drenati: hanno bisogno di umidità costante, ma non sopportano i ristagni. Si raccolgono quando i baccelli sono pieni ma non eccessivamente gonfi. I fagiolini non sono esigenti: crescono in quasi tutti i terreni purché ben drenati, e sono pronti da raccogliere quando appaiono sottili, verdi e si spezzano facilmente.
Le patate richiedono una buona quantità di compost e si piantano in primavera. È importante mantenere il terreno sempre leggermente umido, in particolare mentre si formano i nuovi tuberi. Si raccolgono quando la parte superiore della pianta ingiallisce; le patate novelle, invece, si possono raccogliere già durante la fioritura. I peperoni preferiscono terreni fertili e molto sole: l’acqua dev’essere regolare, perché se manca diventano amari. Si colgono quando hanno assunto il colore definitivo, diverso a seconda della varietà.
L’anguria ha bisogno di terreno caldo, spazio e molta luce. Cresce bene su suoli sabbiosi e si accontenta di poca acqua grazie alle sue radici profonde. Capire quando è matura richiede un po’ di esperienza: la parte appoggiata sul terreno deve diventare giallastra e la buccia perdere lucentezza. Le zucche necessitano di ampi spazi e temperature miti; si piantano in tarda primavera e si raccolgono quando la buccia è dura e il colore intenso.
Le zucchine e le altre cucurbitacee estive crescono velocemente in terreni ricchi di sostanza organica. È importante irrigarle alla base, evitando le foglie per prevenire malattie fungine. Sono migliori quando raccolte piccole e sode, molto prima che diventino troppo grandi e acquose. Le fragole, infine, richiedono un’attenzione particolare alla messa a dimora: le radici devono essere ben interrate ma la corona non va mai coperta. Amano acqua regolare soprattutto nel periodo di formazione dei frutti e danno il massimo del sapore se raccolte uno o due giorni dopo aver raggiunto completamente il loro colore.
Curare un orto significa imparare a conoscere e osservare ognuna di queste piante, ognuna con i suoi ritmi e le sue esigenze. Mano a mano che si prende confidenza, ci si accorge che non è un lavoro complicato, ma un’attività capace di regalare serenità, gratitudine e, alla fine, un raccolto che ha un sapore unico proprio perché l’abbiamo accompagnato a crescere giorno dopo giorno.
