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“A te pumba mè”, ad Alfedena torna l’antico rito che saluta l’inverno

Ad Alfedena, da tempo immemore, l’ultimo giorno di febbraio non è una data qualunque. È il giorno in cui la piccola comunità dell’Alto Sangro si ritrova per dare vita a una delle sue tradizioni più sentite e identitarie: la pantomima “A te pumba mè”, un rito popolare che affonda le radici nella cultura contadina e nei culti arcaici legati al risveglio della natura.

La manifestazione, dedicata simbolicamente alla Dea Pomona e all’arrivo della primavera, rappresenta un momento collettivo di passaggio: si saluta l’inverno e si invoca la nuova stagione con rumori, suoni e gesti carichi di significato. Campanacci, corni e ogni oggetto capace di “fare chiasso” diventano strumenti rituali per scacciare il freddo e risvegliare la terra, in un’esplosione di energia che coinvolge residenti e visitatori.

Anche quest’anno il programma prevede una giornata intensa. In mattinata, nella sala consiliare del Comune, è in programma l’accoglienza del gruppo ospite di Ardesio, in provincia di Bergamo, con la partecipazione del gruppo “Lu Pulgenella” di Castiglione Messer Marino, a testimonianza di un legame tra comunità accomunate da tradizioni popolari simili. Nel pomeriggio, in Piazza Sannitica, prenderà ufficialmente il via la rappresentazione di “A te pumba mè”, cuore pulsante dell’evento. Ad arricchire l’atmosfera, già dalle ore 12, l’apertura degli stand del “Borgo d’Inverno”, tra sapori locali e momenti di convivialità.

“A te pumba mè” non è soltanto una rievocazione folkloristica, ma un rito identitario che si rinnova di generazione in generazione, capace di coinvolgere l’intero paese in un clima di partecipazione autentica. In un territorio dove le tradizioni rappresentano ancora un forte collante sociale, l’ultimo giorno di febbraio diventa così un appuntamento atteso, in cui passato e presente si intrecciano nel segno della comunità e della speranza per la nuova stagione che sta per arrivare.

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