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Spagna, nuova legge sul fine vita: più diritti per i pazienti e stop all’accanimento terapeutico

Il governo spagnolo ha approvato in prima lettura un disegno di legge sui diritti del paziente e sulle cure palliative, destinato a rafforzare la possibilità di scegliere in anticipo come affrontare la fase finale della propria vita.

Tra i punti centrali del testo c’è il diritto di ogni persona a esprimere preventivamente la propria volontà sui trattamenti sanitari che desidera ricevere, o rifiutare, nel momento del fine vita. In questo modo, il paziente potrà indicare con chiarezza le proprie scelte rispetto alle cure future.

Il ministro della Sanità Leire Pajín ha precisato che la proposta non depenalizza né l’eutanasia né il suicidio assistito. L’obiettivo della legge è invece quello di definire meglio i diritti dei malati, regolare le cure palliative e chiarire i limiti dei trattamenti sanitari quando diventano sproporzionati o inutili.

Il testo apre ora una fase di consultazione e dovrebbe arrivare in Parlamento nel mese di giugno.

Una normativa simile è già in vigore da un anno in Andalusia, dove disciplina le cure palliative e riconosce ai pazienti il diritto di decidere in anticipo se sottoporsi o meno a trattamenti prolungati, evitando così il cosiddetto accanimento terapeutico.

Con questa iniziativa, la Spagna prova dunque a dare un quadro più chiaro e moderno ai diritti del paziente, puntando su dignità, autodeterminazione e qualità dell’assistenza nella fase terminale della vita.

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