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Cocaina, Onu: l’Italia è il terzo Paese europeo per consumo

L’Italia si conferma uno dei principali mercati europei della cocaina. Secondo il rapporto The Globalization of Crime dell’United Nations Office on Drugs and Crime, il nostro Paese ospita il 19% dei consumatori europei, piazzandosi al terzo posto nel continente dopo Regno Unito e Spagna.

Nel complesso, i Paesi dell’Unione Europea insieme a quelli dell’Efta rappresentano il secondo mercato mondiale della cocaina, subito dopo il Nord America. In Europa, il primato spetta alla Gran Bretagna, seguita dalla Spagna, mentre l’Italia si colloca stabilmente tra i Paesi con la maggiore diffusione della sostanza. Seguono Germania e Francia.

Negli ultimi dieci anni il numero di consumatori europei è più che raddoppiato, passando da 2 milioni a oltre 4 milioni. Nonostante questa crescita, la diffusione complessiva della cocaina in Europa resta ancora inferiore a quella del Nord America, anche se in alcuni Paesi, come Regno Unito e Spagna, i livelli di consumo annuale hanno superato quelli registrati negli Stati Uniti.

Il consumo di cocaina nel Vecchio Continente è stimato in 124 tonnellate l’anno, mentre il valore di mercato della droga prodotta in Colombia, Perù e Bolivia e destinata a Europa e Nord America raggiunge cifre enormi. La maggior parte della cocaina arriva in Europa via mare, spesso nascosta nei container, anche se continuano a essere utilizzate spedizioni aeree e postali di minore entità.

I due grandi punti di ingresso della droga in Europa sono la Penisola Iberica e l’area di Belgio e Paesi Bassi. Da porti strategici come Anversa e Rotterdam, la cocaina viene poi distribuita nel resto del continente. Spagna, Portogallo, Olanda e Belgio concentrano la maggior parte dei sequestri europei, pur rappresentando solo una parte del consumo complessivo.

Negli ultimi anni sono cambiate anche le rotte del narcotraffico. Accanto ai tradizionali collegamenti con l’America Latina, si è rafforzato il ruolo dell’Africa occidentale come area di transito e smistamento. In questo scenario, anche il Venezuela è emerso come uno dei principali punti di partenza delle grandi spedizioni dirette verso l’Europa.

Il quadro che emerge è chiaro: la cocaina continua a muoversi lungo reti sempre più globali, flessibili e difficili da intercettare, mentre l’Italia resta uno dei mercati più rilevanti del continente.

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