Strasburgo, 29 settembre 2025 – Le elezioni parlamentari in Moldavia hanno offerto ai cittadini una reale scelta politica, ma il processo è stato pesantemente compromesso da episodi di interferenze straniere, finanziamenti occulti, cyberattacchi e campagne di disinformazione massiccia. È quanto affermano gli osservatori internazionali della missione congiunta OSCE/ODIHR, OSCE PA, Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) e Parlamento europeo.
Il quadro legislativo moldavo è stato giudicato solido e in linea con gli standard internazionali, con importanti miglioramenti introdotti di recente in materia di lotta alla corruzione elettorale e finanziamenti trasparenti. Tuttavia, i frequenti cambi normativi – alcuni dei quali poco prima del voto – hanno minato la certezza giuridica e la loro corretta applicazione.
Le interferenze russe e la resistenza moldava
“Le elezioni dimostrano l’impegno della Moldavia per la democrazia, nonostante minacce ibride senza precedenti provenienti dalla Russia”, ha dichiarato Paula Cardoso, coordinatrice speciale dell’OSCE. Dai finanziamenti occulti alle campagne di fake news, fino agli attacchi informatici, l’obiettivo era destabilizzare le istituzioni moldave. “Eppure la resilienza democratica del Paese ha garantito l’integrità del voto”, ha aggiunto.
Gli osservatori hanno evidenziato che due partiti sono stati esclusi a pochi giorni dalle elezioni, limitando la possibilità di ricorso effettivo. Sebbene la giornata elettorale sia stata giudicata ordinata e corretta nella maggioranza dei seggi, la polarizzazione politica e alcune decisioni delle autorità elettorali hanno sollevato dubbi sulla loro piena imparzialità.
Cyberattacchi e disinformazione
Il voto si è svolto in un contesto di forti pressioni esterne: infrastrutture digitali del governo e della commissione elettorale sono state prese di mira da hacker, mentre vere e proprie “fabbriche di troll” e account falsi, in alcuni casi alimentati da video generati con intelligenza artificiale, hanno diffuso narrazioni manipolatorie sui social. Gli sforzi delle autorità per contrastare questa disinformazione sono stati giudicati significativi, ma non sufficienti.
Un processo democratico sotto attacco
“La Russia ha tentato di alterare in modo sostanziale i risultati attraverso intimidazioni, finanziamenti illeciti e cyberattacchi, ma non ci è riuscita”, ha dichiarato Michael Gahler, capo della delegazione del Parlamento europeo. “Il popolo moldavo ha scelto liberamente, difendendo il suo futuro europeo”.
Tuttavia, gli osservatori hanno denunciato intimidazioni e molestie contro i giornalisti, sottolineando come la polarizzazione dei media e la scarsità di inchieste indipendenti abbiano ostacolato una piena informazione dei cittadini.
Resilienza e sfide future
Jillian Stirk, capo missione ODIHR, ha rimarcato che la Moldavia ha dimostrato “notevole resilienza di fronte a minacce ibride”. Le riforme avviate rappresentano un passo avanti, ma occorre continuare a rafforzare pluralismo, inclusione e protezione del voto.
Alla missione internazionale hanno partecipato 415 osservatori da 50 Paesi, tra cui 269 esperti e osservatori ODIHR, 108 parlamentari OSCE, 24 rappresentanti PACE e 14 del Parlamento europeo.
Il messaggio emerso da Strasburgo è chiaro: la Moldavia ha difeso con determinazione il suo processo democratico, ma la pressione russa e la vulnerabilità del sistema richiedono un impegno costante per salvaguardare il futuro europeo del Paese.
