trasburgo, 9 ottobre 2025. Un nuovo rapporto del GRETA (Gruppo di esperti sulla lotta contro la tratta del Consiglio d’Europa), che copre il periodo 2020-2024, analizza le misure adottate dalla Bulgaria per proteggere le persone vulnerabili, prevenire la tratta di esseri umani e garantire sanzioni efficaci contro i trafficanti.
Il documento evidenzia progressi, come l’aumento dei fondi destinati alla Commissione nazionale bulgara di lotta alla tratta (950.800 BGN nel 2024, circa 486.000 euro), ma sottolinea che le risorse rimangono insufficienti. Cambiamenti frequenti nella leadership della Commissione e ritardi nell’adozione del bilancio hanno rallentato l’attuazione di strategie e riforme.
Secondo il GRETA, la sfruttamento sessuale di donne e ragazze resta la forma principale di tratta in Bulgaria, mentre cresce il numero di vittime impiegate in condizioni di lavoro forzato, per lo più uomini, e di cittadini stranieri coinvolti. Internet e i social media vengono sempre più usati dai trafficanti per reclutare e controllare le vittime a distanza.
Le categorie più esposte sono minoranze svantaggiate, persone con disabilità, bambini di quartieri poveri o non accompagnati, donne vittime di violenza domestica, persone indebitate o dipendenti da sostanze. Particolarmente vulnerabili risultano i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati. Il rapporto segnala anche il rischio specifico per la comunità rom e raccomanda interventi sociali ed economici stabili a suo sostegno.
Il GRETA invita le autorità bulgare a:
-
rafforzare la prevenzione della tratta di minori, con attenzione al reclutamento online;
-
garantire interpreti e programmi di integrazione per migranti e rifugiati;
-
vigilare sull’impiego dei rifugiati ucraini;
-
intensificare i controlli sulle condizioni di lavoro dei migranti, introducendo certificazioni vincolanti per le agenzie di reclutamento e garantendo informazioni chiare sui contratti nella lingua di destinazione;
-
assicurare la continuità della linea telefonica nazionale anti-tratta.
Il rapporto critica inoltre il fatto che molte condanne per tratta siano accompagnate da sospensioni condizionali della pena. Il GRETA chiede quindi pene più severe e proporzionate, l’adozione nella legislazione nazionale del concetto di “abuso di una situazione di vulnerabilità” e un potenziamento delle capacità investigative sulla cybercriminalità.
Tra le raccomandazioni prioritarie figurano: fondi adeguati per i servizi di assistenza alle vittime, tutela specifica per minori e uomini, accesso gratuito all’assistenza legale, diritto effettivo all’indennizzo e istituzione di un fondo alimentato dai beni confiscati ai trafficanti.
Il GRETA è un organo indipendente che monitora l’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani, vincolante per i 46 Stati membri e per due Stati non membri, Bielorussia e Israele.
