Le osservazioni e le domande che seguono non sono da intendersi come polemiche né come volontà di creare “disturbo” nei confronti di Arturo Como, ideatore e promotore del “Progetto Integrato Bacini Sci Fondo”.
In particolare, al contrario, proprio perché riconosciamo di Arturo Como, il suo impegno costante e appassionato in numerosi progetti di valorizzazione del territorio nel corso degli anni, lo riteniamo un interlocutore valido e competente anche su questa iniziativa.
Siamo certi che non si tirerà indietro dal rispondere puntualmente alle domande che seguono e che sarà disponibile a partecipare a un dibattito pubblico su un tema così rilevante per il futuro dell’area e per la tutela ambientale del Parco.
Le stesse domande le rivolgiamo anche al Sindaco di Alfedena, Luigi Milano, e al Vicesindaco, Paolo Monacelli, poiché il Comune di Alfedena è capofila del progetto.
Ad Arturo Como, al Sindaco e al Vicesindaco porgiamo fin d’ora i nostri ringraziamenti più sinceri per il tempo e l’attenzione che vorranno dedicare a questo dialogo costruttivo e trasparente, che riteniamo utile a tutta la collettività.
Come dichiarato da Arturo Como, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla creazione di una rete di impianti per l’innevamento artificiale destinati alla pratica dello sci di fondo.
Il progetto coinvolge otto Comuni dell’area montana abruzzese, che hanno formalmente aderito al protocollo d’intesa:
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Alfedena (Comune capofila)
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Barrea
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Civitella Alfedena
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Opi
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Pescasseroli
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Villetta Barrea
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Scanno
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Roccaraso
Tutti questi Comuni si trovano nel territorio o nel perimetro del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), area di altissimo pregio ambientale, paesaggistico e naturalistico, interamente inclusa nella Rete Natura 2000.
Proprio per questo motivo, qualsiasi iniziativa che comporti opere infrastrutturali, impianti o sistemi di innevamento artificiale deve essere attentamente verificata alla luce delle norme vigenti e degli strumenti di pianificazione del Parco.
Come gruppo di riflessione e tutela ambientale “L’Alchimista”, ci permettiamo di offrire un quadro generale delle normative che regolano interventi di questo tipo e di porre all’attenzione pubblica la questione, tutt’altro che secondaria, anche di un eventuale impatto lesivo sulla fauna locale, in particolare sulle specie protette e sensibili che popolano il PNALM, come l’orso marsicano, il lupo appenninico, il camoscio d’Abruzzo e numerose specie di rapaci e ungulati.
Inquadramento e principio di fondo
Nel PNALM ogni intervento è subordinato agli strumenti del Parco (Piano e Regolamento) e alle normative di tutela ambientale, paesaggistica e della Rete Natura 2000.
Il Regolamento del Parco stabilisce che lo sci di fondo è consentito solo nelle aree o sui circuiti espressamente individuati dal Piano del Parco: se il tracciato o la “stazione” non sono già previsti, l’intervento non è ammissibile (salvo variante al Piano, procedura straordinaria e complessa).
Quadro normativo essenziale
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Legge quadro n. 394/1991 (Aree protette)
Ogni concessione o autorizzazione è subordinata al Nulla Osta dell’Ente Parco (art. 13), che verifica la conformità al Piano e al Regolamento. -
Piano del Parco PNALM e NTA
Definiscono la zonizzazione (A–D) e le regole d’uso. In zona A le trasformazioni sono vietate, in B–C molto limitate, e solo in zona D sono possibili se compatibili e sostenibili. -
Rete Natura 2000 – Valutazione di Incidenza (VIncA)
Ogni piano o progetto che possa incidere su SIC/ZSC/ZPS richiede screening e, se necessario, valutazione appropriata (art. 5 DPR 357/1997, DPR 120/2003). -
Tutela paesaggistica (D.Lgs. 42/2004, art. 146)
Serve autorizzazione paesaggistica, con parere della Soprintendenza; il DPR 31/2017 prevede semplificazioni solo per opere minori, raramente applicabili in area parco. -
VIA (D.Lgs. 152/2006)
Piste da sci superiori a 1,5 km o di estensione oltre 5 ettari, e impianti con opere connesse, rientrano nella disciplina di VIA o verifica di assoggettabilità.
Zonizzazione PNALM: implicazioni pratiche
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Zona A – Riserve integrali: nessuna nuova trasformazione.
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Zone B–C: ammesse solo attività strettamente compatibili e già previste.
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Zona D: possibili interventi di promozione economica e turistica, ma comunque soggetti a VIncA, VIA e Nulla Osta.
Per lo sci di fondo, le NTA del Piano consentono l’attività solo nei circuiti già individuati.
Ammissibilità di una “stazione” di sci di fondo
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Nuova realizzazione: non autorizzabile se non prevista dal Piano del Parco.
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Adeguamenti su tracciati esistenti: possibili solo se coerenti con le NTA, non incidenti su habitat/specie e compatibili col paesaggio (art. 146). Ogni opera accessoria — parcheggi, innevamento, locali di servizio — va valutata anche cumulativamente.
Iter autorizzativo
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Verifica pianificatoria presso l’Ente Parco – accertare zonizzazione e coerenza.
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Relazione di necessità e alternativa zero – dimostrare l’interesse pubblico e l’impossibilità di soluzioni meno impattanti.
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VIncA – studio d’incidenza completo, valutazione di impatti diretti, indiretti e cumulativi.
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VIA o verifica di assoggettabilità – obbligatoria sopra soglia o se l’impatto è significativo.
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Nulla Osta del Parco – atto di conformità vincolante.
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Autorizzazione paesaggistica – obbligatoria per qualsiasi modifica percettibile.
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Titolo edilizio comunale – solo dopo il rilascio di tutti i pareri ambientali.
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Altri atti settoriali – concessioni idriche, vincoli idrogeologici, deroghe faunistiche, ecc.
Elaborati da predisporre
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Relazione di conformità a Piano/Regolamento e cartografie di zonizzazione.
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Studio di Incidenza (VIncA).
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Studio ambientale per VIA, se applicabile.
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Relazione paesaggistica e studio traffico/rumore.
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Progetto tecnico (planimetrie, profili, gestione neve/acqua/energia).
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Piano di gestione e monitoraggio.
Criticità principali
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Disturbo alla fauna invernale (camoscio, cervo, lupo, orso marsicano).
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Habitat prioritari e praterie d’alta quota.
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Consumo di acqua e derivazioni idriche in aree sensibili.
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Impatto paesaggistico e alterazione visiva.
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Emissioni energetiche e rumore legati all’innevamento.
Perché il parere del Parco è decisivo?
Il Nulla Osta dell’Ente Parco è l’atto più importante: se l’intervento non rispetta il Piano, nessuna autorizzazione successiva è legittima.
Nel PNALM, lo sci di fondo è limitato ai circuiti già previsti: ogni nuova proposta “fuori Piano” non può superare la fase preliminare.
Con questo contributo, L’Alchimista intende offrire un quadro tecnico-normativo chiaro e invitare amministratori, cittadini e promotori a un confronto sereno, informato e trasparente.
L’obiettivo è capire se il Progetto Integrato Bacini Sci Fondo sia realmente compatibile con la tutela del PNALM e se le eventuali ricadute sulla fauna e sull’ecosistema siano state analizzate con la dovuta attenzione prima di procedere con gli iter amministrativi e di finanziamento.
Domande dirette ad Arturo Como, al Sindaco Luigi Milano e al Vicesindaco Paolo Monacelli
(finalizzate a chiarire la reale collocazione e la sostenibilità del progetto “Bacini Sci Fondo” nel contesto del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise)
1. Localizzazione e perimetro
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Dove, esattamente, sono localizzati i tracciati e le opere (coordinate o mappe catastali)?
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L’area rientra dentro i confini del PNALM? Se sì, in quale zona (A, B, C o D)?
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L’area ricade in siti Natura 2000 (ZSC/ZPS)? Quali codici e habitat sono coinvolti?
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I circuiti di sci di fondo proposti sono già previsti dal Piano del Parco, o si tratta di nuove ipotesi?
2. Coerenza con il Piano e strumenti urbanistici
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Esiste un parere preliminare dell’Ente Parco sulla conformità a Piano e Regolamento?
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Sono previste varianti al Piano del Parco o agli strumenti urbanistici comunali?
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È stato richiesto o ottenuto il Nulla Osta ex art. 13 L. 394/1991?
3. Valutazioni ambientali (VIncA e VIA)
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È stato redatto lo Studio di Incidenza (VIncA)? Con quali risultati?
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È stata avviata la verifica di assoggettabilità a VIA o la VIA completa? Con quale autorità competente?
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Come è stato affrontato il tema del disturbo alla fauna e delle incidenze cumulative?
4. Paesaggio e beni culturali
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È stata redatta la Relazione Paesaggistica e ottenuto il parere della Soprintendenza?
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Quali misure di mitigazione paesaggistica sono state previste?
5. Innevamento artificiale e risorsa idrica
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Da dove verrebbe prelevata l’acqua per l’innevamento?
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È prevista una nuova derivazione o un bacino? Con quali volumi e modalità d’uso?
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È stata richiesta la concessione idrica e la valutazione di compatibilità con i Piani di Gestione delle Acque?
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Qual è il fabbisogno energetico e la fonte di alimentazione degli impianti?
6. Cantieri, accessi e gestione
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Come saranno gestiti i cantieri e i movimenti terra in area vincolata?
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Quali viabilità e parcheggi sono previsti e con quali misure di gestione dei flussi?
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È previsto un piano di gestione post-operam e monitoraggi ambientali pluriennali?
7. Governance e trasparenza
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Confermate l’elenco e gli atti deliberativi dei Comuni aderenti al protocollo?
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Qual è lo stato dell’iter autorizzativo (VIncA, VIA, Nulla Osta, paesaggistica, titoli edilizi)?
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Il progetto è già inserito nelle schede FSC 2021–2027 Abruzzo? Con quale codice e livello di priorità?
8. Confronti e sostenibilità
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I casi citati (come Pragelato e Slinzia) operano in contesti ambientali simili o differenti dal PNALM?
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Quali indicatori di sostenibilità saranno adottati per acqua, energia e biodiversità?
9. Impegni e responsabilità
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Sono previste garanzie economiche (fideiussioni o fondi vincolati) per ripristini ambientali e monitoraggi?
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Se dovessero emergere criticità ambientali o non conformità, il gruppo promotore è disponibile a ridisegnare o rinunciare a parti del progetto?
