La nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, ribattezzata rottamazione quinquies, rischia di trasformarsi in un’operazione di facciata più che in un reale aiuto ai contribuenti. È quanto afferma Carlo Carmine, esperto di crisi fiscale e fondatore di CFI – Crisi Fiscale d’Impresa, che mette in guardia dalle conseguenze di una misura definita “un compromesso politico, non una riforma strutturale”.
Il nuovo piano di pagamento, che potrebbe essere ridotto da 120 a 96 rate, prevede decadenza dopo quattro rate non saldate, limitando l’accesso a chi non è già decaduto da precedenti definizioni agevolate e introducendo un acconto del 5% per debiti superiori ai 50.000 euro. “Si tratta di un modello che appare più restrittivo che risolutivo – spiega Carmine – perché la maggioranza dei contribuenti, già decaduti dalle precedenti rottamazioni, resterebbe esclusa. È un modo per rinviare il problema, non per risolverlo.”
Secondo i dati raccolti da CFI, oltre il 60% dei contribuenti non è riuscito a completare i pagamenti delle precedenti rottamazioni, segno che la misura, pur alleggerendo momentaneamente il peso fiscale, non offre una via d’uscita sostenibile. “Il nodo vero – aggiunge Carmine – resta una riduzione stabile del carico fiscale e contributivo, non l’ennesima rottamazione che promette sollievo immediato ma genera nuove illusioni”.
Carmine individua però un possibile spunto positivo: “L’estensione della misura anche agli avvisi bonari, spesso ignorati in attesa della cartella e della successiva rottamazione, potrebbe introdurre una maggiore razionalità nel sistema”. Tuttavia, la soluzione per imprese e partite IVA in difficoltà esiste già: “Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza offre strumenti concreti per gestire il debito in modo ordinato e sostenibile. È lì che bisogna guardare, non alle scorciatoie di breve periodo”.
Per l’esperto, la rottamazione quinquies è quindi “un compromesso spendibile politicamente ma inefficace nella realtà”. Un segnale, più che un rimedio, che lascia irrisolto il tema cruciale: come costruire un rapporto nuovo e sostenibile tra cittadini, imprese e fisco.
