Cipro continua a fare passi significativi nella protezione dei diritti delle minoranze, ma sono necessari ulteriori progressi in materia di educazione, inclusione sociale e lotta alla discriminazione. È quanto emerge dal sesto parere del Comitato consultivo della Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d’Europa, adottato nel luglio 2025 e pubblicato oggi.
Il documento riconosce l’impegno costante delle autorità cipriote e il solido quadro giuridico e istituzionale volto a tutelare le minoranze armene, latine e maronite, considerate “gruppi religiosi” nel diritto interno. Il Comitato saluta inoltre la decisione di estendere l’applicazione della Convenzione ai Rom presenti sull’isola, secondo un approccio graduale articolo per articolo.
Accanto al riconoscimento della diversità culturale dell’isola, l’analisi elogia iniziative locali e nazionali destinate a promuovere dialogo interculturale, inclusione e valorizzazione delle identità minoritarie. Tra le misure indicate figurano campagne di sensibilizzazione, sostegno alle lingue minoritarie e iniziative culturali come i corsi di armeno e arabo maronita, le attività di centri culturali come la “Casa dei Latini” e la collaborazione con istituzioni in Armenia, Grecia e Libano.
Vengono inoltre riconosciuti gli sforzi nel campo dell’istruzione, con programmi scolastici specifici per ciascuno dei tre gruppi religiosi e per i Rom, oltre al quadro strategico nazionale 2021-2030 sui Rom, considerato uno strumento chiave per favorire uguaglianza, partecipazione e inclusione.
Non mancano però criticità. I Rom non sono ancora riconosciuti formalmente come gruppo da tutelare nel diritto interno e chi appartiene alla comunità turcofona continua a incontrare difficoltà nell’uso della propria lingua, pur essendo il turco una delle due lingue ufficiali del Paese.
Il Comitato sollecita il rafforzamento del mandato istituzionale del Coordinatore dei gruppi religiosi, con risorse adeguate ed estensione delle competenze ai Rom, e invita a investire nell’insegnamento delle lingue minoritarie, affrontando la carenza di docenti qualificati, istituendo cattedre universitarie e aumentando il numero e la durata dei corsi, soprattutto nelle scuole secondarie.
Ulteriori raccomandazioni riguardano il diritto all’autodeterminazione identitaria e la necessità di dati aggiornati: si chiede la pubblicazione dei risultati del censimento 2021 relativi alla popolazione rom, con dati disaggregati per etnia, lingua e religione, e il sostegno a ricerche indipendenti sulla loro storia e cultura.
Il Comitato invita inoltre a rafforzare il contrasto ai discorsi d’odio e alla xenofobia attraverso formazione specifica per forze dell’ordine, magistrati e procuratori, oltre a campagne pubbliche continue per promuovere rispetto e tolleranza. Si raccomanda anche la piena attuazione del quadro strategico 2021-2030 per assicurare pari accesso a istruzione, alloggio, sanità e servizi sociali.
Infine, viene chiesto di garantire piena parità nella partecipazione politica, permettendo a chi si identifica come armeno o maronita di registrarsi per eleggere i propri rappresentanti senza necessità di certificazioni rilasciate dalle autorità religiose.
